Gianmaria Testa, il musico sincero
Gian Maria Testa, un gradito ritorno a Musicultura. Lei ha partecipato già diverse volte al festival, sia come concorrente, vincendo la quarta e la quinta edizione, che come ospite.
Sì, ho partecipato due volte come concorrente ed una come ospite, quindi questa è la quarta volta. Però mi ricordo tempi più ruspanti di questi in posti diversi, tipo la bocciofila e la piazza di Recanati. Invece ora c'è tutto questo Sferisterio...
Appunto, com'è suonare su un palco così importante?
Il posto è bellissimo, i palchi si assomigliano più o meno tutti,bisogna solo suonare bene,soprattutto in modo sincero. Questo fa la differenza, poi può essere una stalla oppure la Scala, il rispetto è uguale.
Lei è sincero, fa una musica genuina, quindi non penso che avrà problemi stasera.
Questo fa la differenza e sono convinto che il pubblico se ne accorga se racconti balle o se racconti la tua, per quanto piccola, verità.
Ultima domanda: che cosa ne pensa di questa unione tra musica e poesia?
Io ho partecipato mandando del materiale a Musicultura illo tempore,ormai risale al 1993, proprio perché loro partivano da quella frase dello Zibaldonedi Leopardi sull'inscindibilità fra poesia e musica. Frase che mi trova d'accordo, anche se penso che poesia e canzone siano sorelle ma seguano strade diverse. Per quanto mi riguarda, mi sforzo di fare in modo che i miei testi siano sopportabili alla lettura.
Quindi si sente più musicista che poeta...
No, sopportabile nel senso poetico del termine, cioè voglio poterli leggere con un certo piacere, poi è evidente che il testo di una canzone sta a delle regole diverse dal testo di una poesia. Soprattutto la poesia è quella forma d'arte semplice e complicata che non ammette altra intrusione, la musica e il ritmo stanno già dentro la bella poesia. La canzone è una forma popolare, forse Gainsbourg aveva ragione dicendo che è un'arte minore, sono abbastanza d'accordo. Non so scrivere poesie però voglio potermi leggere i testi senza avere vergogna. E appro-fitto di questa occasione per fare un invito a tutti quanti: quando volete valutare in qualche modo una canzone, provate a leggere il testo svincolato dalla musica, e se vi fa ridere o, peggio ancora, inorridire non ascoltate più quella canzone.
(tratto da Sciuscià - Album XVI edizione)
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