Sciuscià Blog
Up one levelIl blog per raccontare il Festival in tutte le sue fasi, dalle audizioni fino alle serate finali. A cura della Redazione di Sciuscià.
- Wind of change...
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Smontiamo le tende dalla Filarmonica lasciando, mentre ci chiudiamo le porte alle spalle, il palco ancora tiepido dall’ultima esibizione e l’eco della sigla di chiusura di queste audizioni. I 49 artisti che abbiamo conosciuto, hanno portato venti di ogni genere, carichi di suoni, e brezze profumate di novità. E la nostra rosa dei venti, inizia, in questo momento, a girare su se stessa, non essendo ancora chiara la rotta che questa 21esima edizione nuova di zecca sta per prendere. Gli anni passati ci hanno insegnato che questa prima fase è solo un piccolo squisito assaggio della ricchezza artistica che sta per arrivare. Con il tiepido vento della primavera, a marzo, sbocceranno i finalisti. Intanto ci riposeremo, ascolteremo tanta musica e accresceremo le nostre aspettative, che ne siamo certi, non saranno deluse.
- Fine. Per ora...
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Si è conclusa la fase delle audizioni, ma il bello deve ancora arrivare.
“Sono veramente contenta di questo riconoscimento, per me è un incoraggiamento anche perché è stato importante stasera fare una bella esibizione, godermela fino in fondo. Ho percepito sensazioni molto intense dal pubblico presente in sala. Questo premio mi invoglia a continuare sull’impervia strada della musica d’autore.” E’ sempre una sorpresa che quasi mai ci si aspetta e di cui mai ci si stanca. La sorpresa è umana come la vincitrice del premio Sisme di oggi Cinzia Mai.
E’ finita. La fase “audizioni” si è conclusa. Sono sazio e soddisfatto, eppure avrei ancora spazio per una altra serata. Un’altra e basta, come i bambini. Le audizioni hanno il fascino di un diamante grezzo. Il tempo è relativo soprattutto quando è ben trascorso, e come tutte le più belle cose, passa troppo in fretta. Cercherò di non concedere troppo spazio alla malinconia, in fondo, siamo solo all’inizio. Tornerà il caldo, e sarà allora che ci ritroveremo nell’arena, a sciogliere ogni sorta di inibizione all’ascolto.
Antonio Fabio Tesoro - 5... febbraio, artisti, sciuscini
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Macerata accoglie la penultima serata di audizioni ‘live’ al Musicultura Festival. Il Teatro della Filarmonica si ripopola anche stasera di volti, note, sguardi: un soave turbinio di figure e musica che si mescolano insieme.
È un graduale crescendo che giunge al culmine quando nell’aria riecheggia l’allegra sigla d’apertura dello spettacolo. Si comincia: tutti ai propri posti, è giunta l’ora di farsi trascinare dal fluire della musica. La serata è caratterizzata dalla grinta degli interpreti che si alternano sul palco: la voce graffiante del toscano Ance, in solitario con la sua chitarra; la musica scanzonata e divertita del siciliano Giancarlo Ingrassia; il rock indie-folk alternativo di Simona Gretchen e l’eclettismo surreale de Le Sfere. Ma ad aggiudicarsi il penultimo Premio Sisme è lo stile sarcastico e maliziosamente femminile della palermitana di nascita - parigina d’adozione - Serena Ganci: “Sono davvero molto contenta che mi sia stato assegnato questo riconoscimento. Proprio come mi aspettavo, la serata si è rivelata estremamente interessante e assolutamente divertente. Sono rimasta piacevolmente soddisfatta anche dall’accoglienza e dal calore dimostrato dal pubblico, molto ricettivo ed interessato all’ascolto. Sono soddisfazioni che aiutano ad andare avanti con grinta e gioia maggiore.”
Un venerdì che fa da degnissimo preludio ad un sabato da gran finale.Giovanni Marcelli
- Quel vestito rosso scarlatto...
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Le note scorrono incanalate dalle correnti, scivolano delicate su strati paralleli dell’anima, si alternano per non eccedere.
Dal respiro leggero e fresco al calore vellutato e scarlatto. Dall’acido corrosivo alla disperazione, malinconia e rosso vino, un petit plus che inebria e dona fragranza e armonia. Le sera si fa poesia e il teatro cornice perfetta, ed ogni tono e semitono si fanno combinazione e codice di emozioni di un porpora intenso. Musicultura non delude. Musicultura si ribadisce. Si arricchisce e si evolve sempre più, spinta da venti nuovi. Più che mai c’è fuoco sotto la cenere italiana e gli artisti di questa sera ne sono prova tangibile. Il clima si riscalda e si prepara come un vulcano carico e pronto ad esplodere, ad inondare di calda lava le nostre menti, a rigenerarle riattivando sensi intorpiditi. La musica è emozione e l’emozione è movimento. Mi lascio trasportare come nel mare, le onde.
- Di musica e d'amore...storie di note che vanno e che vengono
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Dolci i suoni di inizio sera, soffuse le melodie, mille le parole che tra le note si perdono e tornano, dondolando su e giù dagli strumenti…Lenta, la musica porta stasera con sé emozioni e ricordi che fanno capolino da dietro muri lontani della memoria, aprendo porte del pensiero che credevamo chiuse…Stop. Si va avanti.
Passati il primo artista e la prima emozione, che lo spazio si riempia di altre passioni…Ecco allora spandersi adesso intorno le melodie di una chitarra appena pizzicata; un pianoforte che prima non c’era la segue da vicino, cadenzandone gli aggraziati movimenti. Impossibile dire da dove arrivi la voce che canta ora, vicino a quella chitarra e a quel pianoforte. Sfiora vette e raggiunge abissi che non avevamo mai visitato prima. Le parole non le sentiamo nemmeno più. Non esistono più. E ci accorgiamo di non essere altro che un magma indistinto, del colore del suono che passa, tra il rosso vivo delle luci improvvisamente accesesi sopra di noi e il bianco violento del teatro illuminato a giorno. Poi, all’improvviso, si cambia ancora. E’ tempo di swing: il ritmo si fa rapido, l’aria frizzante, tutto accelera. E’ arrivato anche il momento della spumeggiante batteria, del suono profondo e ruvido del basso, di quello stridente della chitarra elettrica. Dissonanze dentro e fuori, un binomio di dolce e salato che crea magia e suscita emozioni nuove. Non c’è che dire: signori, anche stasera a Musicultura la pietanza è servita.
- Ricomincio da tre
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Ebbene sì, siamo già alla terza e ultima settimana di Audizioni.
L’ultima tranche di artisti si esibirà in questi giorni nell’ormai familiare Teatro della Filarmonica, per poi passare, insieme a tutti gli altri, al vaglio dei giurati. Stasera sono di scena i Gaia Groove, con una movimentata esibizione di melodie e cappelli; Vincenzo Scruci, soul man al pianoforte, e il cantautorato fortemente mediterraneo di Giuseppe Tomassini. Con loro due vecchie conoscenze del Festival: i romantici brani di Marco Saltatempo e la grintosa quanto elegante voce di Francesca Romana Perrotta. Tutti insieme fanno un turbine di note e stili musicali eterogenei ma quanto mai armonici, per creare una nuova, eccellente, serata di musica e poesia. Il premio Sisme ha dato, infine, la buonanotte al pubblico e ha assegnato la palma per la miglior esibizione della serata a Vincenzo Scruci, che ha commentato soddisfatto: “ Questo premio è inaspettato, vista anche la qualità degli artisti saliti sul palco. Credo che alla giuria sia piaciuta l’essenzialità della mia performance. Anche se so che questo riconoscimento non è determinante per il prosieguo del concorso, spero di poter andare avanti.”
Chiara Mantini
- "Che Domenica bestiale"
- Oggi, domenica 31 Gennaio, si conclude il secondo weekend delle audizioni. Il piede continua a portare il ritmo incalzante della serata e la testa ondeggia al suono di musiche speziate da ogni sorta di contaminazione. Inizia il violino dei Canemorto, seguono le melodie familiari di Claudia Angelucci, sfiorando le sfumature rock-ska e reggae de I musicanti del vento, attraversando l’eleganza e la passione di Katres. Il tutto amalgamato dalle eterodossie folk degli Humus, vincitori del premio Sisme.
- “Hey, ci stai”… o no?
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Anche quest’anno la sigla delle Audizioni 2010 è stata abilmente pescata nel mare magnum della musica italiana: direttamente dagli anni ottanta, “Hey, ci stai” è entrata a passo di carica nelle personali playlist di tutti gli amici di Musicultura.
Cinque sogni hanno riempito di note la Filarmonica. Cinque nuovi artisti si sono alternati sul palco. “Hey, ci sta”… il salentino Ciccio Zabini con le sue essenziali sonorità e i Bahbohmah che ci hanno accompagnato nella loro tipica osteria romana. Poi sono arrivati la suadente voce di Melissa Ciaramella e la surreale, quasi comica, contemporaneità di Fabrizio Zanotti.
E dopo l’inaspettato rock di Antonio Diodato, Andrea Guerranti ha consegnato il premio Sisme a Ciccio Zabini. L’autore della miglior performance della serata ha commentato così la sua piccola vittoria: “È stato bello star qui, suonare chitarra e voce di fronte ad un pubblico attento e con una impeccabile qualità del suono. Non mi aspetto nulla ma questo primo riconoscimento mi rende felice.”
Ed è già l’ora di un’altra sigla, che augura a tutti la buonanotte. “Hey, ci stai”… domani?
Chiara Mantini
- Ancora musica…a ritmo di sogno
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Venerdì sera. Un giorno come tanti. Un’audizione come poche, però! Stasera qui a Musicultura, infatti, sono di casa una miriade di ritmi, suoni e colori diversi. Tutto è magicamente speciale.
Tutto si fonde in un’armonia superiore, nonostante la diversità dei generi. Si va dalle accattivanti melodie swing ai più esilaranti innesti jazz, si contamina il coinvolgente blues con la forza trascinante del folk e del country. Ce n’è davvero per tutti i gusti. I giurati, vere colonne d’Ercole di ogni serata, si impongono al centro della stanza , seduti ai loro lunghi tavoli. Affinano l’udito: dopo l’ultima esibizione, hanno fatto domande ed hanno ascoltato, attenti, tutte le risposte degli emozionati artisti. Ed ecco il pubblico, altra grande presenza di ogni serata, che riempie di sé tutta la piccola platea della Filarmonica: è attento, meticoloso, esigente e prontissimo ad applaudire i propri preferiti, ad incoraggiare queste promesse della musica italiana. E poi ci siamo noi, ai nostri tavoli, a barcamenarci tra penna, inchiostro, webcam e risate. Pronti anche noi a tendere l’orecchio ad ogni passo, rumore e nota dei nostri beniamini, mentre i ritmi incalzano, il tempo scorre, la musica va avanti … E rifletto: Musicultura siamo davvero tutti noi.
- A volte (con piacere) ritornano
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Giungo stasera al Teatro della Filarmonica con qualche minuto di ritardo sulla tabella di marcia abituale..
Sono all’incirca le 19.00, l’aria è frizzante e dall’interno dell’elegante palazzo che ospita le audizioni del Musicultura Festival cominciano a riecheggiare le prime note, a significare che il palco già vive, vibra, in attesa dell’evento che, dalle 21.00 in poi, porterà ad esibirsi, uno dopo l’altro, i cinque artisti cantautori in programma. Due ore prima, comunque, si intuisce già che la serata promette grande pathos e partecipazione del pubblico. E così è, in effetti! Alle 20.45 la sala è affollata, in fibrillazione e, come in ogni occasione che si rispetti, lo spettacolo tarda a prendere il via, quasi a voler accrescere la suspence. Poi, alle 21.20, si va in scena. Apre l’ascolano Francesco Villani, che, a 17 anni dalla sua prima partecipazione al festival, torna accompagnato dalla ‘Marche Big Band’; a seguire la musica e la voce rock-blues di Francesco Spaggiari. Terzi, in ordine di performance, i fratelli romani ‘Caraserena’, già tra i vincitori di Musicultura 2005. Si continua con il jazz dei ‘Mocambo Swing’, originari del Triveneto, e, dulcis in fundo, arriva il momento della capitolina Giulia Tripoti, cantautrice che ama mischiare i generi, un po’ folk e un po’ progressive. E siamo alla conclusione, la notte cala sul festival. Domani sera la musica tornerà a rapire la gentile Macerata.
Giovanni Marcelli
- Rullo di tamburi e altro
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E anche stasera, pian piano si è riempita la platea del Filarmonica. Una serata di musica dal vivo che ha decisamente aperto il secondo lungo week end di audizioni. Premio Sisme andato al ritmo di tamburi dei Babalù che scesi dal palco hanno dichiarato: “Siamo contentissimi di questo premio perché è il primo che vinciamo nella nostra 'breve' carriera. Calcolando che siamo solo alla nostra seconda esibizione su un palco, ci sembra un riconoscimento incredibile. Grazie.”
Grazie a voi!
- Re-start
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Nonostante sia solo giovedì, il pianoforte del Teatro della Filarmonica ha ricominciato a suonare. Sui suoi tasti, le note di Violapolvere, Formazione Minima, Marina Giaccio e Babalù. Qualche passo più in là, le orecchie curiose del pubblico, e quelle esperte dei giurati. La seconda settimana di Audizioni è appena iniziata. Le note si inseguono, le parole si intrecciano: il copione è il solito, ma la gara è sempre diversa, perché ogni concorrente ha la sua storia da raccontare, per farsi conoscere, per farsi apprezzare. La Filarmonica sembra racchiudere, in potenza, tutto lo Sferisterio e i vincitori che vi accederanno: tutti attenti, restiamo all’ascolto.
- Sicilia Docet
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Ancora tremo! La scarica di energia iniettatami direttamente sui timpani risveglia voglie di ritmi lontani, riscaldate dal sole del sud. Quel retrogusto di mare e l’acre del sole negli occhi. Quel ritmo primordiale che tocca dimensioni profondissime del mio io. La mano batte il tamburo e le parole profumano di casa. La Sicilia è la protagonista indiscussa delle audizioni di questa sera grazie alla travolgente interpretazione di Carlo Condarelli e Ipercussonici. Tra i brani presentati, il pezzo Sicily ha praticamente pettinato il pubblico della Filarmonica di Macerata che ha ricambiato con un esplosione di applausi che osavano accennare al bis. Un tale calore non si era mai visto in questi primi giorni di audizioni. Questi ragazzi, arrivati nelle Marche in camper, si sono inevitabilmente meritati il premio Sisme grazie alla loro strabiliante esibizione.
Questo però non ha offuscato le esibizioni degli altri concorrenti. Applausi meritatissimi anche per i Musicanti di Grema, giovanissimi cantautori parmensi. Sound innovativo e testi molto ricercati.
Non è mancato il tempo per ribadire l’importanza della tradizione cantautorale italiana grazie ad Alessandra Falconieri, romana, anch’essa giovanissima neo arrivata a Musicultura, e Ennio Salomone siciliano dalle melodie dolcissime. Non possiamo dimenticarci della Puglia e della sua meravigliosa poesia. A rappresentare il tacco d’Italia stasera c’era Leonardo Giagnorio e gli Audiofolk. Una serata, insomma, a pieni voti che conclude questo fine settimana come meglio non si poteva fare.
- Eppure abbiamo appena iniziato!
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Musicultura si fa sempre riconoscere. Ieri un tizio mi ha fermata per strada chiedendomi fino a che ora avremmo suonato perché, vicino di casa della Filarmonica, sperava di non far troppo tardi per dormire. E io mi chiedevo “Ma come sa che sono di Musicultura? Chissà…”. In effetti le serate iniziano a riscaldarsi. Ricco repertorio questa sera, suoni e facce di ogni genere. Il premio Sisme è stato conferito ad Andrea Epifani che nel riceverlo ha dichiarato: “Questo riconoscimento mi fa estremamente piacere, proprio in quanto cantautore. Significa infatti che ho curato non solo l’aspetto testuale e contenutistico ma anche l’interpretazione che può spesso venire sottovalutata. Sono quindi lusingato e felice di questa conclusione di serata. Vado a provare le cuffie!”
Speriamo che funzionino…
- Audizioni live, parte seconda: si ricomincia.
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Seconda serata. Secondo round. Il palco si ripopola, le luci si riaccendono. I tecnici fin dal tardo pomeriggio girano freneticamente attorno a cavi e casse stereo, per far sì che tutto sia perfetto, che il suono arrivi chiaro e pulito. Già, il suono. Comincio subito a sentirlo dentro, nonostante io sia qui da appena due giorni. Sì, perché il suono di Musicultura è qualcosa che ti attraversa fin dal primo momento in cui varchi la soglia che ti divide dall’emozione cantata, gioita, sudata, di chi si accinge a vivere questa esperienza. E non ti lascia più. Nemmeno la sera, quando, collocato a fatica l’ultimo punto sull’articolo, arriva il momento di andarsene, con in testa ancora l’eco della voce un po’incerta dell’artista intervistato poco prima. Alle 18, ecco arrivare echi di accordi che prendono forma. La platea è ancora vuota. Presto si riempirà di occhi, bocche, orecchie, pronti a giudicare, ascoltare, emozionarsi; un brulichio di colori e luci che presto assumerà una fisionomia meno indistinta. L’atmosfera si sta ricreando: tutto ritroverà il suo spazio. Anche noi. Non manca, però, un ultimo attimo di incertezza. Saremo capaci? Cosa diremo agli artisti? Sembrano appartenere ad un mondo così lontano, così diverso … Un rumore sempre più forte di passi mi fa capire che il tempo è passato in fretta. Sono le nove … E sia! Che l’avventura inizi, che il suono di Musicultura ci attraversi ancora. Ed è solo il secondo giorno.
Silvia Baldini
- Secondo giorno: il giro d'Italia continua!
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Seconda serata al Musicultura Festival. Sono saliti sul palco quest’oggi altri cinque artisti di grande impatto, in una carrellata di musica d’autore che abbraccia idealmente l’Italia intera. E così si è passati dal profondo sud della Sicilia, con i ‘Bottega Retrò’ di Palermo, che hanno proposto sonorità folk-rock, condite in salsa pop mediterranea, al profondo nord tridentino di Silvia Caracristi e delle sue dolci e malinconiche melodie, per poi rituffarsi nel meridione salentino con Andrea Epifani e la sua musica intimista e a tratti tzigana. Si torna al centro-nord con un gruppo ormai scafato e lanciato nel panorama musicale italiano, quello degli Jang Senato, che già hanno calcato con successo la scena di Musicultura nel 2008. Last, but not least, la band dei Vitronemaltempo, originaria del Casertano, che colpisce per la maestria dell’accompagnamento strumentale dei suoi artisti. E siamo solo all’inizio, signore e signori! Si deve entrare ancora nel vivo della suadente magia di Musicultura. A domani per ulteriori scoperte… d’autore.
Giovanni Marcelli - Venti di novità a Musicultura
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Il mio primo pensiero da neo-sciuscina mentre entro nel teatro della Filarmonica in questa freddissima serata dovrebbe incentrarsi su qualcosa di importante, e invece riesco solo a chiedermi cosa sono quelle curiose sculture fabbricate con il nuovo numero di sciuscià costruite come torrette sui tavoli dell’ingresso. Sarà. Riconosco però subito la familiare eppure sempre nuova atmosfera della mia famiglia di Musicultura. E ingrano di nuovo il ritmo: riunioni di redazione, compiti e preparativi. A tagliare il nastro della competizione dei nostri 49 audizionati, è la conferenza stampa. È quando vediamo scorrere le immagini dell’ultima edizione condensate in un unico intenso minuto di filmato, che ci rendiamo conto di quanto un festival della musica può dare. I primi a esibirsi sono Paolo Pallante e Davide Berardi dallo stile più cantautorale, i Wogiagia con il loro sound reggae, i Terrasonora dal caldo folk napoletano e la surrealista Sara Rados che si è aggiudicata il premio Sisme, consistente in questa edizione da un paio di cuffie. Una bella prima serata d’apertura per una 21esima edizione ancora da scrivere. In che direzione sembra andare? Non si sa ancora. Ecco perché abbiamo una rosa dei venti per quest’anno: chissà che direzione prenderà.
Saluti dalla nuova redazione di sciuscià: Silvia, Giovanni, Fabio, Chiara e Lorena.
- Ciak uno, buona la prima!
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Come da copione, sono iniziate le audizioni della 21° edizione di Musicultura. Anche quest’anno le nostre aspettative sono state superate dall’altissimo spessore artistico delle esibizioni. Sul palco del Teatro della Filarmonica di Macerata si sono alternati artisti provenienti da ogni parte d’Italia e ancora una volta non è venuto meno lo spirito cantautorale italiano che caratterizza questo festival.
Anche quest’anno il premio Sisme è andato alla migliore interpretazione della serata. “Sono molto contenta di aver ricevuto questo riconoscimento. Stasera la mia performance non è stata tecnicamente impeccabile, però penso che la mia prova sia stata all’altezza e forse è stato proprio questo aspetto a colpire i giurati” Questa la dichiarazione a caldo della“menestrella” Sara Rados che con il suo inconfondibile stile è stata la prima ad aggiudicarsi questo piccolo ma significativo riconoscimento
Antonio Fabio Tesoro.
- La meraviglia di un istante.
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Che lo spettacolo inizi. Grazie Musicultura.
Un sinonimo da cercare, una frase da completare. Poi apro la porta della sala stampa, guardo la platea . Le poltrone non sono più coperte da teli, lo spettacolo è iniziato, gli artisti iniziano a cantare. Sparisce la stanchezza, le idee iniziano a fluire leggerissime. Le canzoni che abbiamo sentito decine e decine di volte alle audizioni, ai sound-check e dal cd nei viaggi in pullman diventano maestose e bellissime, amplificate dalle colonne dello Sferisterio inondate di luce dorata. Il cielo incredibilmente senza nuvole e la luna di fronte al nostro palchetto regalano brividi ed emozioni a tutte le parole scritte finora. Penso agli artisti, che abbiamo intervistato tante volte e che sono diventati quasi amici. Chissà cosa provano nel momento in cui la prima nota della loro canzone risuona nell’aria. Emozioni, emozioni, emozioni…
- I coloratissimi sciuscini vi raccontano il Festival
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A due ore dall’inizio della prima super serata della XX edizione di Musicultura
..allo Sferisterio si lavora intensamente. Una moltitudine di collaboratori, sono oramai da giorni impegnati su tutti fronti. Tra queste persone ci siamo anche noi. I simpaticissimi e bellissimi sciuscini.
Quest’anno siamo anche stati resi facilmente individuabili tra la folla di tecnici, organizzatori, fotografi ed addetti stampa, grazie al verde, il fucsia e l’arancione delle “sgargiantissime” t-shirt che ci sono state assegnate per le tre attesissime serate conclusive. Non ci resta quindi che sperare nel bel tempo. E che parta lo spettacolo!



