Sciuscià Blog
Up one levelIl blog per raccontare il Festival in tutte le sue fasi, dalle audizioni fino alle serate finali. A cura della Redazione di Sciuscià.
- "Nevicano" premi SISME
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Lo scenario che Macerata ci offre è quello del celebre film “Shining”. L’isolamento è totale. Lo strato di neve aumenta ogni
Lo scenario che Macerata ci offre è quello del celebre film “Shining”. L’isolamento è totale. Lo strato di neve aumenta ogni minuto di un centimetro. L’intimità maceratese nasconde una strana eccitazione d’ignoto. Jack Nicholson però non compare con nessuna ascia in mano: siamo al sicuro.
Verrebbe da chiudersi nella sicurezza della propria casa: una tazza di cioccolata calda, pantofole ai piedi, un gatto dal pelo folto accanto, accovacciato sul divano.
Musicultura è un camino sempre acceso, che brucia musica come fosse legna: riscalda le membra e riscalda il cuore.
Lorenzo Tozzi apre la serata con una dolcezza raffinata che stupisce. Roberto Scippa coinvolge il pubblico (nonostante la neve) numeroso con un senso di elevatezza popolare e rassicurante. Si conclude la serata, magra ma intensa, con Lubjan, che a tratti ricorda i Bluvertigo, ma che esalta il pop arricchendolo con testi profondi e sensazioni poetiche.
Il premio SISME, assegnato a tutti e tre gli artisti presentatesi questa sera, appare quasi un riconoscimento doveroso per l’impegno da loro dimostrato per arrivare qui. Lode, lode, lode a loro! Lunga vita aL premio SISME? - Serata sismica
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Nonostante la neve somigliante a parmigiano grattugiato, che cade incessantemente da ieri notte, nonostante il freddo assassino, nonostante lo scenario da fine del mondo che serpeggia per le strade da questa mattina, nonostante gli artisti si siano ridotti da 5 a 3, anche questa sera Musicultura ha inizio.
Nonostante la neve somigliante a parmigiano grattugiato, che cade incessantemente da ieri notte, nonostante il freddo assassino, nonostante lo scenario da fine del mondo che serpeggia per le strade da questa mattina, nonostante gli artisti si siano ridotti da 5 a 3, anche questa sera Musicultura ha inizio.
Eccezionalmente mi trovo seduta al tavolo della giuria, data la scarsità degli spettatori e, tra una caramella e l’altra, offertemi da Caterina, membro della giuria, ho ascoltato gli artisti che si sono esibiti questa sera.
Le audizioni si sono aperte con l’esibizione di Lorenzo Tozzi, dalle melodie che ricordano ninna nanne romantiche, seguito da Roberto Scippa, cantautore pensieroso, che si esibisce in solitaria accompagnato dalla chitarra, per finire con Lubjan, unica donna della serata, che si è esibita, per ultima, a chiudere la sfida.
Ho sempre pensato che la cavalleria fosse morta, ma lei si è comunque fatta strada tra gli altri due concorrenti a suon di acuti e con ritmi folk-rock.
Con i complimenti della giuria, a chiusura il premio Sisme va a…..TUTTI!!! Eh già, non sto scherzando, oggi abbiamo avuto un amplein di talento, che fortunatamente non è stato vinto dal maltempo!!
La neve e il maltempo ci tengono in sospeso le ultime due serate del primo girone di audizioni, ma non ci vorrà molto per scoprire le date, per farlo vi basta solo controllare il sito internet del festival.
Per il momento da Musicultura è tutto, io vi saluto e vi auguro una buona serata, con la speranza di vederci presto e scoprire gli ultimi artisti!!! - Tavolozza.
- Colori alla musica. Visto che Musicultura è fatta d’arte, si nutre d’arte…è arte, vediamo di analizzare la sua tavolozza. Un bel salmone, un rosa antico che sa di foto di famiglia e antichi colori, quello del primo cantautore della serata Luigi Mariano… meglio, il colore indefinibile degli angoli degli album dei ricordi, in ogni casa che si rispetti custoditi da mastodontici volumi. E pare magia quando le luci, “inspegnibili” a causa del troppo zelo di un tecnico nella sostituzione di cavi dalle giunzioni arcane, lasciano spazio all’oscurità proprio mentre lui canta di “non amar le luci”, nel suo brano Edoardo, dedicato a Edoardo Agnelli. Per Caterina Tancredi è un magenta a tratti gaio e vivido, a tratti più sobrio ed elegante, le cui oscillazioni sono da immaginarsi fra una melodia bambina, frivola quasi, e una sonata swing – eggiante. I Rashomon si tingono di un marrone duro, penetrante, come le note a momenti stridenti della loro chitarra e le nebbie terrose delle loro lande. Hanno un impatto quasi spiazzante sul pubblico che ha fatto l’orecchio e l’occhio ad un altro modo di far musica e il palco. Ma dietro le quinte scatenano l’headbanging generale. Vincenzo Scruci porta un bel nero addosso e dentro, e lo sputa in inchiostro di testi belli e intensi. Lo definirei un arancione vissuto, con retrogusto ironico. E infine ritorniamo alle origini, con il bel rosa salmone dell’album dei ricordi che rievocano i Family Portrait. Un ritratto di famiglia accolto dal calore dell’uditorio, come si fa con i giovani della propria città che arrivano su un palco e tengono alto l’onore di Majerada fra contaminazioni classiche ed elettroniche. Ultimo: Nero in scena, bianco fuori. Nevica. E probabilmente ho una febbre standard.
- Fuori nevica ma dentro si fa musica …..
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Ultimo weekend lungo di Audizioni live alla Filarmonica di Macerata che si colora di bianco.
Ci avviciniamo alla fine delle Audizioni, tanti i temerari stasera che hanno scelto di ascoltare della buona musica sfidando la neve. La serata si è aperta con Luigi Mariano che ci ha coccolati con la sua suggestiva voce nella già nota canzone “ Edoardo”, segue Caterina Tancredi che con il suo fare sbarazzino ha aggiunto un pizzico di brio alla serata. Tanti i generi che ci sono stati proposti questa sera tra questi anche un rock alternative come quello dei Rashomon seguiti da Vincenzo Scruci che ci ha riportati alla musica cantautorale che rispecchia proprio l’antica forma di canzone teatro specie nel brano “Spaccialandia”. La serata si è chiusa con i Family Portrait gruppo autoctono che con suoni diversi e dolci melodie è riuscito a coinvolgere con facilità il pubblico in sala. A questo punto non mi resta che dirvi ci vediamo domani ……. tempo permettendo. - La A la B o la C? Momento, la C non c'è!
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Suggerimento affidabile, scegliete la B!
Forse non l’avete sentito o forse non l’avete saputo o forse non l’avete notato, ma nevica! Nevica un bel po’, come si dice da queste parti. Ma nella provincia, Macerata è l’unica che non presenta neve. Almeno per terra. Almeno per ora. Almeno.
Cosa fare in una serata del genere? Avete- avevate- due e dico due possibili scelte.
La prima: rimanere a casa, consumare un pasticcio di carote e melanzane, stabilirsi accidiosi davanti al camino (o abbracciati ad un termosifone) fin quando strisce di color rosso vivo comparivano sulla vostra pelle dopo aver bucato il pigiamone, bere una tisana diuretica -o per i più sfortunati una per la regolarità- fare zapping e annoiarsi con oltre cinquecento canali che il digitale vi offre, senza seguirne davvero uno o linkare post e taggare i vostri amici nelle foto, o magari leggere un lascivo harmony finché il sonno non avrebbe vinto su un’inaspettata scena di fuoco.
Oppure…
Venire a Musicultura, certo! Come avete fatto a non pensarci prima? Cosa c’era di più bello che sfidare le intemperie, imbacuccarsi fino al midollo, imbracciare un ombrello, abbracciare un accompagnatore e venire al teatro della Filarmonica? Sapete, qui c’era il calduccio, qui c’erano facce allegre, qui c’era la Musica! Un po’ vi sareste emozionati con Luigi Mariano e la sua storia di un padre poco fiero. Sigh. Avreste sentito fischiarvi le orecchie con la potentissima voce di Caterina Tancredi, a tratti udibile solo dai cani! Avreste dovuto tenere a freno l’istinto di “pogare” strappandovi i capelli sotto al palco con i Rashomon. Già. Sapete poi, in fondo il cantante era un tipo timido, dopo aver urlato ed essersi dimenato come un forsennato, non ha voluto lasciare dichiarazioni, credo non riuscisse ad immaginarsi i giudici in mutande! Poi vi sareste sentiti tutti grassi con il magrissimo “scioglilinguista” Vincenzo Scruci, che tanto per gradire, si era vestito anche di nero e non ha nemmeno una volta sputato a terra. Dulcis in fundo i Family Portrait, che vi avrebbero fatto fare un tuffo nel passato con la loro musica e i loro “chicchissimi” (scicchissimi, eh!) abiti anni ’60 e il cappellino della cantante degno del matrimonio di William e Kate.
Se avete scelto la prima opzione, be’, spero almeno che la tisana abbia fatto effetto!
Ma domani (se non viene rimandata la serata, altrimenti siete autorizzati ad indugiare nella prima), datemi retta, accendete la seconda, accendetevi a Musicultura! - Un passante a Musicultura
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Domenica maceratese. La pioggia insiste languida e indifferente sulla nostra “Pistacoppi City”.
Domenica maceratese. La pioggia insiste languida e indifferente sulla nostra “Pistacoppi City”. Il triste tedio del finesettimana: “una noia di chissà che cosa” direbbe Paul Verlaine.
I passanti s’incappucciano infreddoliti, s’accostano le sciarpe al collo, tuffano le mani nelle tasche mentre un brivido di freddo e solitudine corre loro lungo la schiena.
D’un tratto, in via Gramsci, musica! Musica! Come un raggio di luce che fende ostinato il buio di una stanza! Dalle finestre del teatro della Filarmonica s’alzano le note del secondo weekend di Audizioni di Musicultura.
Entra, passante, ascolta!
S’inizia con un’intimità dolciastra di Francesca Lombardi, si continua con l’allegria coinvolgente e ricercata di Frei, ci si preoccupa poi di un dito tagliato del batterista degli un-po’-hard-rock Aguirre, bendato alla bell’e meglio con della onnipresente carta igienica. La bionda Legramandi agita il cuore tuo, passante! Ti piace la dolcezza del piano della Legramandi... Maddai? Non è una domanda retorica: si chiamano così, i quattro coloratissimi torinesi che indossano occhiali colorati, ma solo uno di loro è miope.
Passante, è l’ora… è l’ora di tornare a casa per la tua minestrina delle 8 di sera, per cena.
Rituffati nel gelo e nella saudade dell’atmosfera di fine Gennaio. Ma ti vedo! Canticchi quel motivetto che ti è rimasto in testa. Ti sei divertito, eh? - Ballata della serata.
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Si spengono le luci e sigla d’apertura
Sul II weekend di Musicultura.
Si spengono le luci e sigla d’apertura
Sul II weekend di Musicultura.
In uno scroscio s’alzano
Applausi gagliardi,
e i retroscena introducono
la Francesca Lombardi.
Calda di voce,
la bionda Francesca,
musica non troppo veloce,
atmosfera quasi fiabesca.
Narra di viaggi,
di coriandoli lanciati,
di latitudini e miraggi
in suoni ovattati.
L’applauso s’alza in volo
Quando dalla chitarra scappa l’assolo.
Qualche “sapere vorrei”
Della giuria,
poi si presenta Frei
a vossignoria.
Sfizioso, una tromba irriverente,
Accanto alla chitarra e cravatta
Da artista impertinente.
Canta di bestemmia coatta,
in un giorno non proprio idilliaco
gusta et conquista il pubblico,
quando cammina nel deserto
fra le note panciute di un trombone nnerto.
Per gli Aguirre risata simpatetica:
Gli s’è tagliato un dito al batterista
E l’han tappato con la carta igienica.
Chitarre furiose da apripista,
e melodia frizzante
corredata da tamburello…
ma il menestrello
guizza al piano in un istante.
Momento di silenzio, voce torna,
per raccontarci di una Lorna.
Racconta invece Legramandi
Del suo cielo d’Angleterra
Mentre il pubblico attende
E il la viola s’accovaccia per terra.
Archetto nostalgico e sognante,
con batteria e piano
in ensemble interessante.
Per i Maddai è rock giovanile
E dispettoso oscilla
Descrivendo il febbrile
Dibattersi d’una ragazza brilla.
Proseguono i colorati garcon
Narrando dell’amore con una Vuitton,
ma con un repentino
cambio di stilismo
fanno una bella critica al qualunquismo,
cantando d’un uomo ovino.
Lor signori, finita è la ballata
Che di Musicultura conta questa serata.
Ah,dimenticavo: di testi , ce ne son state risme
Ma nemmeno uno di premio Sisme. - E del microfono ora, che ce ne facciamo?
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2/3 dei weekend sono andati, finiti, terminati, ma non c'è da essere tristi, giovedì saremo ancora qui!
E finisce così la seconda ondata di Audizioni a Musicultura.
Finisce – anzi inizia- con i problemi tecnici e qualche occhio lucido dato da Francesca Lombardi, ma non so se gli occhi erano lucidi per via della commozione creata dai testi malinconici o per qualche indomabile sbadiglio!
Finisce con Frei, che si è scordato di una chitarra scordata e si è anche scordato di abbassare il volume ad un trombone che accompagnava, allegro e ingombrante, il cantante davvero…frizzante!
Finisce con gli Aguirre, il cui cantante ha incuriosito tutte le donne in sala che si chiedevano invidiose come facesse ad avere un caschetto con la messa in piega così perfetta anche dopo la sudata dell’esibizione!
Finisce con Legramandi, che invece ha conquistato tutti gli uomini in sala. Per il richiamo rosso della sua maglietta? Oppure del biondo acceso del suo crine? Forse per la sua voce così sensuale che non è sfuggita nemmeno alla giuria!
Finisce con i Maddai. Ma dai?! Sì, lo ammetto è stata la battuta più gettonata in sala stampa (almeno per me)! E più li guardavo più mi veniva voglia di giocare a quel gioco che almeno una volta tutti abbiamo fatto da bambini: Strega strega comanda colore! Colore?! Colore rosso, verde, blu e giallo come i colori delle magliette del gruppo!
Finisce anche con il premio Sisme dato a…nessuno! Ma dai?! No, no non ai Maddai, a nessuno proprio! “Nessuno è riuscito a soddisfare i requisiti per aggiudicarsi il premio”. Giuria dixit.
E poi finisce che forse dobbiamo andare tutti a riposarci dopo un weekend così ricco, ricco di cosa sceglietelo voi!
Finisce? Ma dai!! Finisce solo per questa settimana, giovedì saremo ancora qui! Eh, sì! - Musicultura piace...e si sa!
- Se ripercorriamo a ritroso questa quinta serata di Audizioni Live troviamo solo conferme. Conferme che Musicultura gode di stima e riconoscimento di qualità in tutti gli strati del panorama musicale italiano. Ultimo, ma solo cronologicamente parlando, a confermarci queste istanze è l'ospite della serata The Niro, al secolo Davide Combusti, cantautore romano che porta le sue canzoni in lingua inglese in tutto il mondo e vanta partecipazioni al fianco di grossi nomi della musica internazionale. Nell'esibizione che segue le performance dei quattro artisti in gara, ringrazia il Festival perché “molti colleghi gliene avevano parlato bene, ed è tutto vero”. Ringrazia anche a fine conferenza stampa per l'ottima organizzazione e la calda accoglienza ricevuta. Prima di lui era salito sul palco della Filarmonica Carmine Torchia, non nuovo a Musicultura, dove era arrivato come vincitore alle serate finali dello Sferisterio nell'edizione del 2009. Il suo ritorno, come quello di molti altri artisti che tornano più e più volte a calcare questi palchi, è segno di fiducia e stima nei confronti della manifestazione. Ma anche l'espressione del volto, la carica emotiva, le malcelate speranze che trapelano dei “neofiti” di Musicultura parlano chiaro: in questo festival ogni artista può star sicuro che verrà trattato come ogni artista meriterebbe, con dignità e rispetto, ma anche qualche coccola...che ai creativi non si fa mai mancare! Una formula che funziona, ça va sans dire, e decreta ogni anno il successo del Festival della Canzone Popolare e d'Autore ideato da Piero Cesanelli ventritre anni fa.
- Quinta serata... all'insegna del freddo!
- Freddo sabato quello maceratese, il tempo promette neve e le strade attendono di ricoprirsi di ghiaccio, ma a scaldare il pubblico ci pensano le Audizioni Live di Musicultura ardenti come foco, di note ed emozioni! Serata ristretta solo quattro gruppi, dai quattro angoli d’Italia, aggirando scioperi, carenze di benzina, e bufere invernali, ma tanti da far dichiarare ancora una volta il sold out per il teatro. Come sempre Rock, Folk, Cantautorato,si esprimono, si incrociano, si scontrano, si sfidano, a gentil diletto del pubblico il risultato è sempre quello, un lungo scroscio di applausi appaganti. E in conclusione, come un dessert squisito a conclusione di un’ottima cena, l’esibizione di The Niro, dolce delizia prima di andare a dormire. A domani, cari ascoltatori. P.S. Gioia speciale nella redazione di Sciuscià, la Juventus si conferma capolista.
- Seconda serata di Musicultura insieme a The Niro!
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Enrico Farnedi apre le esibizioni di stasera con dei ritmi derivanti dalle canzoni da balera. Sicuramente affascina l’uso dell’ukulele, scelta particolare che aiuta a creare uno stile originale e creativo, che gli è valso il premio SISME per la migliore performance della serata.
Enrico Farnedi apre le esibizioni di stasera con dei ritmi derivanti dalle canzoni da balera. Sicuramente affascina l’uso dell’ukulele, scelta particolare che aiuta a creare uno stile originale e creativo, che gli è valso il premio SISME per la migliore performance della serata. È il turno quindi dei Koralira, che riescono a mescolare le storie del passato ai tempi moderni; Domenica Rita Buda con la straordinaria voce che la caratterizza porta sul palco l’accento reggino e le leggende che contraddistinguono la sua terra quali, ad esempio, quella che narra come Ruggero II annegò nel tentativo di raggiungere la bellissima Morgana nel suo castello di cristalli, o la rivisitazione dell’Ulisse dantesco condannato nell’ottavo girone dell’Inferno, la sua vita rivista dagli occhi di chi lo ha circondato. I Mutante si esibiscono con l’energica voce di Valentina Grande. Una nota di merito al testo di Carnalità, che riesce ad affrontare un tabù tipico della nostra società senza malizia e con semplicità, cercando di sdoganarlo. Arriva quindi la denuncia sociale di Carmine Torchia, che illustra i problemi di un’Italia che sembra senza futuro e in un vortice di crisi senza uscita. C’è chi vive nelle case popolari, chi è vittima della nuova manovra: Torchia parla con ironia e sarcasmo della realtà di un ragazzo di trent’anni che tenta di sopravvivere a questa recessione. L’ospite della serata è The Niro, conosciutissimo in Inghilterra, che regala una performance strabiliante al nostro pubblico. Particolarmente degna di nota è la sua “Liar”, pezzo perfetto per mettere in risalto la sua completezza sia come artista che come autore.
- Ricomincia la seconda settimana di Musicultura!
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Il primo appuntamento con Musicultura della settimana apre con la sferzante ironia di Emanuele Tozzi, che miscelata sapientemente con un tocco di dolcezza e malinconia, ci ricorda di vivere il nostro “tempo verde” e con un cenno alla sua valigia ci impone di non dimenticare ciò che si è stati, messaggio d’obbligo in una giornata come questa, che si è aperta con la toccante Auschwitz di Guccini.
Il primo appuntamento con Musicultura della settimana apre con la sferzante ironia di Emanuele Tozzi, che miscelata sapientemente con un tocco di dolcezza e malinconia, ci ricorda di vivere il nostro “tempo verde” e con un cenno alla sua valigia ci impone di non dimenticare ciò che si è stati, messaggio d’obbligo in una giornata come questa, che si è aperta con la toccante Auschwitz di Guccini. Proseguono poi le Vite a consumo, con il loro ritmo pop/elettronico che si scontra con delle parole inaspettatamente armoniose. Cristian Grassilli ci coinvolge quindi con il suo quesito “perché scrivere ancora?”, che poi è la domanda che si fanno un po’ tutti quando si arriva ad un punto della propria carriera in cui si deve trovare il senso di ciò che si fa, quando si deve essere certi che si è imboccata la strada giusta. Alessandra Machella dà prova non solo di una performance molto personalizzata, quanto di una costante voglia di migliorarsi, di portare alto il vessillo del pop con la sua voce un po’ piena, un po’ falsetto, con allegria e vitalità, qualità che le sono state poi premiate. A lei è andato il premio SISME per la miglior performance della serata. Gli U’ Papun sono senza dubbio il gruppo che ha regnato sul palco, grazie alla loro straordinaria presenza scenica, ai loro accenni teatrali che sono riusciti a coinvolgere gli astanti con naturalezza e simpatia, in un gioco di sguardi che quasi sembrava di essere accanto a loro, insieme a loro, contro l’appapparenza che cerchiamo ogni giorno di combattere.
- Musiche da tutta Italia
- Con oggi si è aperto il secondo week end della XXIII edizione di Musicultura. Con oggi si è aperto il secondo week end della XXIII edizione di Musicultura. Dopo un inizio volto a ricordare il giorno della memoria sulle note di Auschwitz di Guccini, cominciano le esibizioni con i ritmi jazz di Emanuele Tozzi seguiti dal genere elettronico dei “Vite a consumo”. In terza posizione troviamo il pop rockeggiante di Cristian Grassilli, per approdare al pop classico di Alessandra Machella, fino a concludere con i ritmi pugliesi portati in scena dai “U’ Papun”. Grande affluenza di pubblico anche questa sera, per ascoltare gli artisti che si sono esibiti, le cui provenienze da ogni parte della Penisola sembrano voler simboleggiare le differenze dei generi musicali proposti. Particolare la presenza sul palco di una giovane artista di origine maceratese, Alessandra Machella, a tenere alto lo stendardo marchigiano tra tanti artisti fuori regione. Ciò che colpisce sempre quando si ascoltano artisti simili, o li si conosce attraverso le interviste per la redazione di Sciuscià è scoprire quanto sia già lungo il loro percorso musicale e quante collaborazioni importanti abbiano già sostenuto, anche nonostante la giovane età di molti di loro. Alcuni sono addirittura stati vincitori di precedenti edizioni o comunque hanno già all’attivo altre partecipazioni a Musicultura che testimoniano il piacere che gli artisti hanno a esibirsi sul nostro palco, come è un piacere per chi è tra il pubblico ascoltarli; quindi cosa state aspettando? Smettete di leggere, spegnete il computer e venite ad ascoltare anche voi!
- E la prima se ne va…
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Finisce la prima settimana di Audizioni Live...
Finisce con un rullo di tamburi la prima settimana di Audizioni Live. Il palco della Filarmonica ha ospitato in questa tre giorni tutta d’un fiato le esibizioni live di alcune tra le migliori proposte della musica italiana contemporanea. Artisti da tutta Italia, famosi e meno famosi, di tutti i generi, hanno partecipato al festival del bell’ascolto, dal jazz al cantautorato, dal rock alla musica etnica, nessuno ha voluto mancare all’incontro e il pubblico come sempre, non ha fatto mancare calore e partecipazione.
Musicultura a Macerata funziona, e Macerata con Musicultura funziona meglio, avanti con le prossime audizioni … mancano appena 5 giorni! - Capitateci anche voi!
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E’ profumo d’arte quello che s’inala fra gli stucchi dorati della Filarmonica
E’ profumo d’arte quello che s’inala fra gli stucchi dorati della Filarmonica, da ormai un weekend. Straordinarie le cose che capita di osservare a chi, come me, è matricola sciuscina.
Capitano l’intesa del piano sentimentale e della viola decisa di Spanò, la strana sintonia della calda voce dell’Argenio e del suo violino vagamente graffiante; l’atmosfera quasi fiabesca della Boschiero, e i ritmi dondolanti di Gill&Co; le note profumate di Mediterraneo nei tamburelli di Unavantaluna.
E capita che siano premiati dal presidente della Filarmonica Cacchiarelli due modi di far musica così diversi fra loro, ma che hanno saputo far emozionare la platea e ondeggiare le teste di spettatori compiaciuti, ipnotizzati, quasi, dalla voce della Boschiero e dal ritmo degli Unavantaluna.
Così capita di ritrovare gli artisti appena elogiati per l’aplomb della loro esecuzione tecnica con le camicie sfatte e un bicchiere di birra, pronti a rispondere alle tue domande fuori intervista; capita di osservare il pianoforte nella sala d’attesa e quegli specchi barocchi, e meravigliosamente accorgersi che con una zampogna e un tamburello ci stanno proprio bene.
Capita di tutto… Fate così: da queste parti, capitateci anche voi. - La Sicilia è la padrona della scena
- La serata all’insegna della “Trinacria”. La serata all’insegna della “Trinacria”. Ad aprire la kermesse è Pietro Spanò , artista palermitano, con un’infanzia caratterizzata dai grandi nomi della canzone d’autore tradizionale italiana. Ha regalato al pubblico una suggestiva esibizione, riuscendo ad amalgamare sapientemente i testi impegnati con una musica minimalista, caratterizzata da un solo pianoforte e una viola. Le suggestioni continuano con i Gill & Co, arrivano da Catania, ma si sono incontrati in un luogo molto vicino a noi: New York. Si definiscono una sorta di azienda, lo rivendicano un po’ dal nome, ma anche dal fatto che per “campare”, lavorano nei settori più disparati, dai cosmetici ai fiori, e questo è un manifesto che li precede. La conclusione è caratterizzata dalla forte presenza scenica dei “Unavantaluna”. Dal momento un cui iniziano a suonare, si è come catapultati in una Sicilia antica: il nome stesso del gruppo deriva da un gioco antico: “Unu avant’a Luna, due il bue…”. È stata una forte emozione che ha coinvolto sia il pubblico che la giuria. In fine, questi ultimi a pari merito con Erica Boschiero sono stati premiati con il premio Sisme per la loro avvincente performance.
- Viaggiare sulle note e con le note: grande serata a Musicultura
- Si entra sempre più nel vivo di questa XXIII edizione di Musicultura Si entra sempre più nel vivo di questa XXIII edizione di Musicultura, che oggi accoglie i primi ospiti della kermesse: Francesco Baccini e Gianmaurizio Foderaro. In questa seconda serata di audizioni live sembra essere uno solo il tema dominante:quello del viaggio. Gli artisti di oggi riescono quasi a far uscire gli ospiti dal teatro, catapultandoli in luoghi vicini e lontani: si passa infatti da una dimensione intimista con Baccini e Giulia Daici, a un viaggio in terre lontane con il “tre per duo” Marrasdonno, L’Orage e i Corimè. I colori e gli odori di terre lontane si perdono attraverso i suoni e le parole e si ha quasi la sensazione di abbandonare, magari solo per un attimo, le mura dello splendido teatro della Filarmonica. Si viaggia, non muovendosi di un millimetro. Forse e proprio questa la magia della musica. Forse è proprio questa la magia di Musicultura.
- Seconda serata di audizioni live tra ospiti e artisti
- Serata variegata quella che è appena terminata al teatro della Filarmonica Serata variegata quella che è appena terminata al teatro della Filarmonica, la seconda della XXIII edizione che di sicuro è la più bella (o almeno questo è quello che pensano ogni anno i vari partecipanti, ma certamente quest’anno lo è!) Vediamo quali sono stati i protagonisti di questa serata. Per primi si sono esibiti i MarrasDonno, i quali partono come duo, ma che poi si sono “allargati” strada facendo, forse la strada tra Sardegna e Puglia e sono arrivati qui, a Musicultura, in tre! I loro testi, presentati ciascuno da una strofetta in rima, proiettano subito nel clima della musica quasi popolare e quasi cinquecentesca. Hanno trasmesso talmente tanta dolcezza che nessuno ha potuto evitare di ondeggiare la testa qua e là. A seguire un gruppo – e che gruppo! Sul palco ormai mancava lo spazio anche per uno spillo! Era una fusione precisa tra uomini e strumenti - e che strumenti! Flauto, fisarmonica, ghironda, cornamusa e chi più ne ha, più ne metta! Ah no! Quasi dimenticavo uno strumento importantissimo: le mani del pubblico e forse anche qualche piede tamburellante sul parquet grazie al ritmo de L’Orage. L’atmosfera di festa è cambiata repentinamente quando sul palco è salita Giulia Daici che con la sua chitarra ha inondato la sala di magia. Magia che ha fatto trattenere il fiato a tutti in una strana apnea collettiva. Ultimi sono stati i Corimè si sono esibiti in un ritmo coinvolgente ma dolce, rilassante ma eccitante, giovale ma serio, hanno trascinato il pubblico in un clima armonizzato dalla varietà di strumenti che hanno utilizzato. Oggi, poi, è sabato, il giorno dell’ospite. E certo non è stato difficile tenere fermi i “baccini” poggiati sulle comodissime sedie della sala, al suono del pianoforte di Francesco Baccini, appunto. Reduce dall’ultima esperienza “Baccini canta Tenco” ha intonato Vedrai Vedrai e Mi sono innamorato di te, che insieme al suo famoso pezzo Ho voglia di innamorarmi ha fatto sicuramente intrecciare le mani dei giovani innamorati e ha fatto stringere il cuore di malinconia dei più attempati. Ma il momento si è subito rianimato alle note di Non mi basta un blues scritta insieme al grande De Andrè e Le donne di Modena con la quale Baccini ha concluso la serata. Qualche considerazione di chiusura? Be’ sì e per farlo cito il responsabile Radio Uno Rai, Gianmaurizio Foderaro, che dopo le innumerevoli audizioni a cui ha assistito per il Festival di San Remo si è venuto a “rifare le orecchie qui al genuino e vero festival di Musicultura”!
- Viaggiare con Musicultura
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Oggi, prima che cominciasse la seconda serata di audizioni live, di questa XXIII edizione di Musicultura, si è tenuta una conferenza
Oggi, prima che cominciasse la seconda serata di audizioni live, di questa XXIII edizione di Musicultura, si è tenuta una conferenza a cui hanno partecipato Francesco Baccini e Gianmaurizio Foderaro in cui si è discusso dell’importanza di dar voce a un genuino spirito artistico che non punti solo alla commercializzazione del prodotto musicale.
Io penso che la musica sia un modo per esprimere non solo emozioni, ma anche per descrivere esperienze che si fanno nella vita di ogni giorno. Il vero artista compone musica per il puro gusto di farlo, perché è il suo modo di comunicare, per far sentire meglio ciò che ha da dire, non per un tornaconto economico o per il successo.
Perciò forte di questa idea, mi sono seduta dietro le quinte stasera, semplicemente per ascoltare ciò che i gruppi che si sarebbero esibiti avevano da dirmi.
Ho sentito i Marasdonno con le loro ballate, introdotte sempre da una breve poesia in rima baciata, i L’Orange scatenati sul palco con mille strumenti diversi, che non sapevo nemmeno esistessero e di cui ignoro ancora i nomi, Giulia Daici a suo agio sul palco accompagnata solo dalla sua voce e dalla chitarra e infine i Corimè con un sound ritmico e caldo.
Tutti gli artisti sta sera mi hanno raccontato delle storie accompagnate da ritmi sfrenati e coinvolgenti o da dolci melodie, ma il messaggio è immancabilmente arrivato ogni volta a testimoniarmi in quanti modi diversi possa essere fruita la musica qui a Musicultura.
Come è giusto che sia qui ciò che conta è il talento e quindi vi invito domani e nelle prossime serate, fino ad arrivare a giugno, a fare ciò che ho fatto io sta sera, sedervi semplicemente e lasciarvi portare dove gli artisti vi condurranno. - "Venghino, signori, venghino!"
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Clima di fervore ed entusiasmo per questo inizio d’anno “musiculturale”.
Il teatro della Filarmonica s’apre in serata con una tensione che ha tutto il sapore della novità e dell’attesa.
I fotografi inciampano l’uno sull’altro e corrono frenetici di sala in sala, i tecnici dai capelli lunghi e dall’aria da metallari vissuti provano e discutono delle loro apparecchiature, i giornalisti inseguono le loro “prede” da intervistare come i segugi la volpe, e tra gli artisti c’è chi si rinchiude nella proprio concentrazione e chi invece, con un cappello di paglia in testa, scarica la tensione in chiacchiere.
Per le 21.30 s’inizia. La giuria è pronta. Il pubblico accorre. Gli artisti salgono sul palco.
Iniziano già i primi commenti, alcuni d’apprezzamento, molti crudeli.
A fine serata, il pubblico sembra avere già le idee molto chiare. Non farò io la spia, non svelerò nulla!
Vedremo, se le scelte del pubblico non saranno deluse da quelle della giuria!



