Concerto per carri dis-armati.
Ore 17.50. Macerata, assolata, è deserta. Lo scenario sembra quello di un film western: il silenzio e la desolazione sono opprimenti. I miei passi risuonano spettrali lungo la via.
Rintocchi di campane: sono le 18.00. D’un tratto, un
vociare, poi… il suono sensuale ma non leggero di un violoncello!
La pesantezza non se ne va, ma è tutto diverso. Ecco, è “Concerto per carri
armati”. Scopro che è una commedia teatrale scritta dal giornalista Dario
Fertilio, che coinvolge, musica, recitazione, persino danza.
“Concerto per carri armati” riprende le vicende della Primavera di Praga del 1968, e si avventa contro ogni forma di totalitarismo.
Il cortile di Palazzo Municipale straripa di gente, incantata dall’insieme di arti e dal soggetto della commedia di Fertilio.
Si conclude troppo presto l’incontro: finisce il concerto, non per carri armati, ma per noi.



