Lo spazio della creatività nel triangolo della canzone
Una delle domande che abbiamo sottoposto agli audizionati infatti andava
proprio ad analizzare lo stretto rapporto che vige tra i tre elementi
base: parola, musica e voce.
Premettendo che la “caratura” della forma canzone è di certo
connessa all'originalità e alla profondità della simbiosi tra le tre
componenti, il quesito, di cui qui di seguito pubblichiamo le risposte, domandava: come si inserisce la tua creatività all'interno di questo triangolo?
In maniera “puramente istintiva”, hanno detto alcuni, per “puro sentimento”, “attraverso il sentire, con l'animo”: “le parole mi escono dalla voce, la voce è il frutto della mia musicalità e forse viceversa”, “quando creo non penso mai a cosa delle tre creare per prima. La creatura si fa quasi da sola in armonia con il tuo io”, “non lo so, per fortuna. Spero di non scoprirlo mai”, “è un po' come dire cosa è nato prima, l'uovo o la gallina. L'inserimento avviene quasi immediato, è chiaro che c'è sempre l'oggetto della contemplazione che te lo fa scatenare”.
Per qualcuno, la più importante è la componente musicale e “l'essenziale è trovare sempre almeno un'idea innovativa sotto l'aspetto della musicalità”: “provo a lavorare su quattro elementi e sul suono, in quanto vestito che alla canzone si dà. Ovviamente anche le parole e la voce fanno parte del suono”, “tutto può essere musica, dalla semplice parola alle cose che ci circondano quotidianamente”. O considerando la voce come ciò che “dà corpo alla musicalità della parola, rendendola libera di esprimere il suo senso”.
Non mancano coloro che tendono a prediligere la parte testuale: “le mie canzoni sono come un diario, quindi necessità di raccontare o testimoniare. La parola è fondamentale e nasce però quasi sempre con un ritmo al suo interno. La voce libera le due cose”, talora testimoni di una creatività che “trova l'apoteosi nella struttura della parte letteraria”, o affermando che “è il testo a rivestire il ruolo principale,… La mia canzone è il risultato proprio di questo sbilanciamento”.
Molti di loro, però, preferiscono lasciar fondere parola, musica e voce in un unico magma creativo: “non vedo triangolo, per me è una linea retta, in cui i tre elementi acquistano pari dignità”, “è una simbiosi,
ma può arrivare per sovrapposizione, per lenta dissolvenza degli altri
due elementi rispetto a un primo”, o considerando che “la voce è
musica. La parola è musica (a partire dall'aspetto metrico). Quando
scrivo le cose migliori è molto difficile distinguere i tre aspetti”, o che “spesso la voce può essere uno strumento in prestito e le tre cose si possono utilizzare in maniera creativa: le parole per cercare musica, ritmo e poesia, la musica per raccontare storie e la voce per incollare il tutto”.
Le tre componenti “coincidono! Il bello è saperle separare e riunire di nuovo”, o “cercare di abbracciare tutto, e là dove non arriva di perseverare con la ricerca”, spesso perché “più stimolante lavorare sulle tre cose in contemporanea. È un gioco delle parti dove a volte qualcuno rivela un'identità più forte. È molto curioso vedere come gli elementi si compongano fino a trovare un equilibrio tutto loro”.



