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Kitchen Machine finaliste a Musicultura XXVII

Submitted by Paolo Bruzzesi on 14/04/2016 21:59 Ultima modifica 14/04/2016 21:59 —
«Questo festival è un’occasione di confronto»: le Kitchen Machine si raccontano a Musicultura


È un progetto ambizioso, quello di Chiarastella e Adele, che insieme compongono il duo Kitchen Machine. Ad appena tre anni dal loro primo incontro, hanno già all’attivo la produzione di un Ep dal nome “Kitchen Machine. Start!” e diverse collaborazioni teatrali.

Attualmente, le Kitchen Machine stanno lavorando al secondo album, la cui uscita è prevista per settembre. Nel frattempo, proseguono il viaggio a Musicultura, dove si sono aggiudicate il titolo di finaliste della XXVII edizione.

Nell’intervista rilasciata in occasione delle Audizioni Live, avevate affermato che il brano La Sposa vi sembrava il più adatto per questo Festival, eppure il Comitato Artistico di Garanzia ha scelto Ti ricordi quando c'hanno escluse dalle cheerleaders?, un pezzo che ha un sound decisamente elettronico. Cosa pensate di questa scelta?

Chiarastella: Noi abbiamo cercato di convincere la giuria a scegliere La Sposa, non per via del genere musicale – perché, per noi che mescoliamo l’approccio acustico all’arrangiamento della musica elettronica, proporre un brano sia acustico che elettronico ci avrebbe rappresentato comunque – ma perché, nel caso de La Sposa, c’è un testo legato al tema del femminicidio, che ci sarebbe piaciuto portare come nostro messaggio.

Adele: Quando abbiamo scoperto che la scelta è ricaduta su Ti ricordi quando c'hanno escluse dalle cheerleaders?, abbiamo pensato di arrangiare il brano con il violoncello, in modo da poter utilizzare sia la componente acustica che quella elettronica. Perché noi siamo un gruppo che mescola le due cose. Credo sia stata un’ottima occasione per riarrangiare un pezzoo.

L’ironia è un elemento caratteristico dei vostri brani. Perché?

Chiarastella: L’ironia non è un tema principale delle nostre canzoni, ma c’è. Noi abbiamo delle dinamiche e delle differenze, nei nostri brani, che a volte possono spiazzare un po’. Cerchiamo di variare sia dal punto di vista compositivo che di arrangiamento. Quando scrivo una canzone, cerco di raccontare le diverse emozioni che provo durante una giornata. Questo tipo di differenze, di emozioni e di approcci interessa a me e credo anche ad Adele, che ha abbracciato volentieri questo tipo di metodo nella varietà di livelli di linguaggio.

Adele: Il contrasto più grande ne La Sposa, ad esempio, è che sembra un brano felicissimo per l’armonia e la musica – anche perché l’originale era un brano d’entrata della sposa nel momento del matrimonio –, mentre poi abbiamo deciso di sfruttare questo effetto del maggiore con una felicità e con un testo che poi andasse a raccontare la storia di tante spose che hanno avuto un matrimonio che non è finito molto bene.

Avete iniziato a lavorare ad un progetto con Neke, che fonde la musica ad altre forme d’arte. Vi va di parlarcene?

Adele:  Neke è una mia amica, nonché mia vicina di casa a Trento. Ha sempre curato le copertine dei miei album da solista e dei piccoli EP. Non appena abbiamo avuto la possibilità di fare uno spettacolo intero in un teatro, non ho avuto dubbi: ho cercato una sua collaborazione. All’inizio avrei voluto che lei dipingesse semplicemente su una tela mentre noi suonavamo. Invece lei ha creato, attraverso l’uso dei raggi delle biciclette e di luci a strobo, dei caleidoscopi che creavano una storia. Ha prodotto dei video dei nostri brani che durante lo spettacolo sono stati trasmessi. È stato bellissimo collaborare con la pittura, è una cosa che proprio ci mancava .

Chiarastella: Alcuni dei lavori di Neke, quando uscirà l’album a settembre, verranno pubblicati su Youtube quasi come videoclip. In generale, noi vorremmo sempre seguire questo approccio: una collaborazione continua con chi si occupa di arte visiva. Anche nell’album verranno sfruttate immagini create da artisti diversi con stili diversi, sia per le copertine che per le presentazioni dei singoli, in modo da rappresentare la nostra varietà di generi e linguaggi.

Cosa vi aspettate da questa fase finale di Musicultura?

Chiarastella: Molto onestamente, non mi aspetto nulla … Non ho proprio idea di come possa andare! Noi abbiamo partecipato pensando di presentare un genere molto “fuori contesto” per questo Festival. Invece, è andata a finire che ci hanno selezionato e per di più hanno addirittura scelto Ti ricordi quando c'hanno escluse dalle cheerleaders?. Posso dire che, se non dovessimo arrivare allo Sferisterio – anche se ovviamente ci speriamo! – siamo molto soddisfatte del risultato. Inoltre, è stata un’occasione di confronto sia con il pubblico, sia con la giuria, che con gli altri artisti.

 

Pierluigi Palumbo