Mara(s)m(a) di emozioni
Brividi.
Tanti brividi oggi all’incontro con la poetessa siriana Maram Al-Masri. Elegante, gentile, sorridente e suggestiva. Non riesco a spiegarvi a parole quello che si è provato oggi nel cortile municipale. Anche se recitava le sue poesie in arabo, dunque non perfettamente comprensibile, forse grazie al suo sguardo, si riusciva a capire esattamente cosa voleva dire. Ma non a livello di parole, ripeto. La traduzione in italiano fatta da Valentina Montanari, riusciva solo a confermare quello che aleggiava nell’aria grazie all’unione delle sue emozioni e le nostre. Davvero. La pelle d’oca è stata con me per tutto il tempo e a stento mi sono trattenuta dal piangere. Lo so sembra che stia descrivendo una tragedia, ma non è così, giuro. Un vortice emotivo sembrava attraversare il cortile mentre lei parlava del suo passato, del suo essere donna, del suo amore verso la libertà. La libertà è poter andare in bicicletta! Non riusciamo neanche a renderci conto di quale trauma possa essere per una donna essere privata anche di un solo atto di libertà. Se non si è provato, è chiaro. Donne che si mimetizzano con le altre, fanno gli stessi gesti e gli stessi sorrisi ma che nascondono qualcosa che solo chi ha provato riconosce.
Maram ha voluto vivere la sua vita a modo suo. La libertà è poter fare tutto quello che si vuole. La libertà di scrivere di ciò che si vuole. La libertà di amare chi si vuole. La libertà di lasciarsi andare e buttarsi dal burrone delle proprie paure verso i desideri.
Io non ve lo so spiegare cosa è successo oggi dentro di me.
So solo che è stato
bello.



