Unione di intenti e di talenti tra Demo e Musicultura. Parola di Marengo
Da cosa è nata la spinta a collaborare con Musicultura per questa XVI edizione del Festival?
Abbiamo
sempre rispettato questa manifestazione, segnalando anche, nella
lettura del curriculum di un artista, se era menzionato il Premio
Recanati (così come il Premio Tenco!), vista soprattutto la serietà di
intenti che abbiamo e che ci accomuna. E da sempre ci interessano i
nuovi talenti e ci piace farli conoscere come possiamo, e quindi siamo
felici di essere anche una vetrina per questa manifestazione. Sul
nostro sito internet abbiamo invitato infatti i ragazzi ad iscriversi
al Festival, chiedendo di specificare la partecipazione a Demo, e siamo molto contenti che due dei finalisti abbiano preso parte alla nostra trasmissione.
Qualche novità in programma?
Per il prossimo anno abbiamo già un accordo con Musicultura, perché due dei finalisti vengano scelti da Demo:
due artisti o gruppi che entreranno direttamente a far parte del cd
compilation e verranno quindi ascoltati in radio, dopo ovviamente
un’attenta selezione sia dei testi che delle musiche. Per quest’anno
invece, terminata la manifestazione faremo un Demo Show, tutto dedicato
a quelli che saranno i vincitori del Festival.
In tre anni di trasmissione avete ricevuto circa tredicimila
demo, di cui 1.300 già trasmessi e 20 con contratti discografici
conclusi: eppure il mercato è in grande crisi...
La grande
discografia oggi è moribonda e campa alla giornata, ossia vende quello
che si compra: i discografici italiani sono per lo più abituati a
lavorare su personaggi già costruiti.
Mario Melis, scomparso
recentemente, fu direttore della Rca, l’attuale Bmg: egli aveva creato,
negli anni ’60-’70, una sorta di “factory”, il Cenacolo si chiamava,
una decina di ex stalle adibite a sale provini, da cui sono emersi
tanti artisti, tra cui Rino Gaetano. La discografia d’allora con i
soldi guadagnati dai “big” investiva sui giovani: ora in Italia, così
come per la ricerca scientifica, si investe poco sul futuro. Ed invece,
basterebbe frugare nel sito internet di Demo per capire che le risorse ci sono, non sono certo quelle che mancano.



