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Musicultura ricerca l’Originalità!

Submitted by Donatella Rapuano on 04/03/2012 12:15 Ultima modifica 04/03/2012 12:15 —
Il cantautore è sinonimo di osservazione e originalità

Il cantautore si alza la mattina, tutto ciò che fa è vivere giorno per giorno. Non fa niente di forzato, di costruito, ma fa quello che farebbe chiunque: fare il caffè, una chiacchierata al bar con gli amici, fa l'amore con la donna dei suoi sogni, niente di più niente di meno. Una sola cosa fa di diverso il cantautore: osserva.

L'osservazione è quella piccola scheggia di vetro nell'occhio che ti fa vedere le cose, con un aspetto diverso, forse anche distorto ed eccessivo: così il cantautore, con emozione, sensibilità e tante volte con ingenuità canta le cose osservate. È un bambino, si stupisce anche per la ruga che si forma sul viso della donna che ama quando sorride. L'atmosfera rustica e melanconica del cantautore viene spesso sfiorata a Musicultura, come ha fatto Nino Bruni: grande sognatore e comunicatore di profondi sentimenti come nel testo “A volte penso a noi da vecchi”.

Talvolta si cerca di dare alle parole degli accenti che altrimenti sarebbero nascosti, con l'armonia degli strumenti, quelli più semplici, infatti il cantautore è felice di avere con sé la sua chitarra per poter far sua quella melodia istantanea, che guarda caso veste al meglio il testo. I Rebis hanno essenzialmente vestito i testi non solo con gli strumenti, ma anche una timbrica vocale struggente della vocalist.

Il cantautore è sensibile a ciò che gli succede intorno, nella sua città o paese, descrive la vita nella sua pluralità che spesso evidenzia con specifici atteggiamenti, come canta Emiro in “Nun essere scem”, invece, Grazia Cinquetti esalta la bellezza di una cultura in “ Terra Argentina”.

Il cantautore canta di generazioni, di tradizioni o del vissuto di un Paese o il suo disagio, come descrive in modo avvincente, Adriano Jurissevich (vincitore del Premio Sisme) in “Capro Espiatorio” che lo associa ad un “analgesico collutorio” per tutte le brutalità e torture di quelle popolazioni che hanno subito e sopportato per anni e anni, e la cosa più avvilente è che succede ancora oggi.

Ogni tanto il cantautore tende ad essere surrealista, ermetico apparentemente senza senso come è stata NaElia.

L'autobiografia come l'osservazione è fondamentale per il cantautore, perché se non racconta se stesso attraverso il mondo e le cose, non può essere mai creduto. Questa è la linea che ha preferito Bebbo Gentile, caratteristica che si evince nella canzone “Un posto alle poste”.

Il cantautore è colui che vuole rompere gli schemi, vuole osare, vuole gridare a tutti quello che pensa. Nada ha detto nella conferenza del 1 marzo: “…insieme a Piero Ciampi io ho capito l’essenzialità della parola, ma anche la strafottenza di dire le cose e smontare i sentimenti e non banalizzarli…”, ecco cosa ha cercato in tutte queste audizioni live Musicultura: l’Originalità.