Musicultura ricerca l’Originalità!
Il cantautore si alza la mattina, tutto ciò che fa è vivere giorno per giorno. Non fa niente di forzato, di costruito, ma fa quello che farebbe chiunque: fare il caffè, una chiacchierata al bar con gli amici, fa l'amore con la donna dei suoi sogni, niente di più niente di meno. Una sola cosa fa di diverso il cantautore: osserva.
L'osservazione è quella piccola scheggia di vetro
nell'occhio che ti fa vedere le cose, con un aspetto diverso, forse anche
distorto ed eccessivo: così il cantautore, con emozione, sensibilità e tante
volte con ingenuità canta le cose osservate. È un bambino, si stupisce anche
per la ruga che si forma sul viso della donna che ama quando sorride.
L'atmosfera rustica e melanconica del cantautore viene spesso sfiorata a
Musicultura, come ha fatto Nino Bruni: grande sognatore e comunicatore di
profondi sentimenti come nel testo “A volte penso a noi da vecchi”.
Talvolta si cerca di dare alle parole degli accenti che altrimenti sarebbero
nascosti, con l'armonia degli strumenti, quelli più semplici, infatti il
cantautore è felice di avere con sé la sua chitarra per poter far sua quella
melodia istantanea, che guarda caso veste al meglio il testo. I Rebis hanno essenzialmente vestito i testi non solo con gli strumenti, ma anche una
timbrica vocale struggente della vocalist.
Il cantautore è sensibile a ciò che gli succede intorno, nella sua città o
paese, descrive la vita nella sua pluralità che spesso evidenzia con specifici
atteggiamenti, come canta Emiro in “Nun essere scem”, invece, Grazia Cinquetti
esalta la bellezza di una cultura in “ Terra Argentina”.
Il cantautore canta di generazioni, di tradizioni o del vissuto di un Paese o
il suo disagio, come descrive in modo avvincente, Adriano Jurissevich
(vincitore del Premio Sisme) in “Capro Espiatorio” che lo associa ad un
“analgesico collutorio” per tutte le brutalità e torture di quelle popolazioni
che hanno subito e sopportato per anni e anni, e la cosa più avvilente è che
succede ancora oggi.
Ogni tanto il cantautore tende ad essere surrealista, ermetico apparentemente
senza senso come è stata NaElia.
L'autobiografia come l'osservazione è fondamentale per il cantautore, perché se
non racconta se stesso attraverso il mondo e le cose, non può essere mai
creduto. Questa è la linea che ha preferito Bebbo Gentile, caratteristica che
si evince nella canzone “Un posto alle poste”.
Il cantautore è colui che vuole rompere gli schemi, vuole osare, vuole gridare
a tutti quello che pensa. Nada ha detto nella conferenza del 1 marzo: “…insieme
a Piero Ciampi io ho capito l’essenzialità della parola, ma anche la
strafottenza di dire le cose e smontare i sentimenti e non banalizzarli…”, ecco
cosa ha cercato in tutte queste audizioni live Musicultura: l’Originalità.



