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Ai sedici finalisti: taccuino e matita per spolverare la prima emozione

Submitted by Angelica Gabrielli on 01/04/2005 19:28 Ultima modifica 01/04/2005 19:28 —
Prosegue a gran ritmo la fase polimediale, che vede i sedici finalisti contendersi a colpi di versi e spartiti gli otto gradini che li separano dall’ingresso alle serate finali all’Arena Sferisterio di Macerata.

Qual è stato però il primo pensiero di fronte alla busta con il messaggio di ammissione alla seconda fase di selezione?
Interpellati circa la prima reazione avuta nell'apprendere la notizia d'aver superato le audizioni e di essere in finale, ecco cosa hanno risposto i sedici giovani artisti, che per l'occasione hanno spolverato emozioni non ancora dimenticate e l'entusiasmo di chi ha ancora un lungo percorso “polimediale” da affrontare.
Se nell'apprendere il fortunato esito delle vostre audizioni, avessi avuto un taccuino ed un matita tra le mani, cosa avresti scritto, annotato o disegnato?

Elisa Amistadi
Nel taccuino avrei scritto: adesso chissà cosa succede. Magari niente, magari abelle cose. Magari di tutto. Siamo qui. E aspettiamo di vedere. Grazie a tutti al Cdm, che davvero fanno di tutto per me e ai musicisti che si lanciano in queste avventure.

I Beatipaoli
Nel taccuino avrei confermato il solito enorme punto interrogativo, almeno fino all'esito di questa ulteriore fase eliminatoria, è chiaro però che per noi si tratta comunque di un lusinghiero ed importante risultato l'essere arrivati fin qui, visto che siamo stati selezionati dalla giuria di Musicultura in seguito ad un'audizione live.

Erika Blu
::risposta non pervenuta::

Caraserena
Avrei scritto che in fondo tutti i “consigli” e le “critiche” che avevamo ricevuto in questi anni di lavoro avevano un senso, anche solo quello di costringerci ad abbandonare le nostre certezze e di scardinare i nostri “protocolli compositivi”. Oggi finalmente siamo molto Caraserena.

Chiarastella
...Ho messo in valigia frammenti e sostanza di un satiro allegro ed ispiratore che innalza le mani alla nostra fortuna e tutto procede nel modo migliore..."

La Compagnia dell'Encelado Superbo
Abbiamo vinto la nostra scommessa: raccontare la nostra terra con la sua stessa lingua!

Pier Cortese
Avrei scritto che: "avrei continuato per sempre ad annaffiare dentro di me la voglia e la gioia di   continuare a seminare musica e pensieri che neanche per un attimo ho mai pensato di abbandonare”.

Simone Cristicchi
Avrei scritto sul taccuino un ringraziamento speciale a quella studentessa universitaria di cui parlo nella mia canzone in gara, che mi sta portando tanta fortuna e soddisfazione.

Luca De Paoli
Ho cercato da subito di tradurre le emozioni che mi hanno pervaso in parole: quello che ne deriva e che sta ora prendendo forma è, con mia grande gioia personale, una nuova canzone!

Fabularasa
Cara Fiorile, e chi l'avrebbe detto? Ricordo il momento esatto in cui mi 6 venuta a trovare: è stato a luglio nel vagone vuoto di un trenino di campagna. Poche parole, 2 note, ancora non sapevo che saresti stata una canzone intera. E ora te ne vai a spasso per l'Italia e noi con te. Buon viaggio mia cara e … non avere fretta di tornare a casa.

Carlo Alberto Ferrara
Mi sento come un ragno promosso all'esame di taglio e cucito, come un canguro in una gara di salto in lungo….un criceto sull'ottovolante…o come un coniglio davanti a un semifreddo a base di carote…

Flamingo
Avrei disegnato una goccia sfumata che si disperde nell'ambiente lasciando un buon odore nell'aria. Mi sento felice.

Luca Gemma
Ore 12.00, citofona la portinaia: c'è un telegramma. Mi preparo il caffè, mi accendo una sigaretta, mi metto comodo e lo apro. Ho bevuto, fumato e letto con gusto. Una buona giornata.

Mines
::risposta non pervenuta::

Santibailor
Probabilmente mi sarei mangiato la matita per la felicità.

Zoldester
Non crediamo sia fondamentale conoscere gli artisti nella loro quotidianità. Una canzone è un'astrazione, un condensato di esperienze, un filtro alla vita. Poco importa come siamo fatti nella realtà di tutti i giorni, cosa scriviamo sul nostro taccuino privato, il nostro lavoro è una tessitura di parole e musica: quello che vogliamo comunicare è tutto lì.