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Giorno 5 - Al via la seconda settimana di audizioni

Submitted by Angelica Gabrielli on 17/01/2005 21:10 Ultima modifica 19/01/2005 04:38 —
La seconda settimana di audizioni ha inizio in un lieve assolato primo pomeriggio di gennaio.

Gli audizionati (oramai il neologismo è divenuto denominazione ufficiale) salgono uno ad uno sul palco per esibizione e interviste. Venerdì scorso la settimana si era chiusa con Vittorio Merlo, Zoldester, Tenedle, Chiarastella e la Compagnia dell’Encelado Superbo. Oggi si apre con Massimo Giangrande, per proseguire con Piervincenzo Cortese, Nicola Manno, Ilaria Bellucci e Tomaso Romani.

Ma chi sono poi questi “nomi” che partecipano alle selezione del Festival?
Prendo spunto, nel fare questa domanda, da un intervento comparso tempo fa nel forum Rockit, in cui si chiedeva chi conoscesse le cinquanta proposte in gara, ben evitando però, nel formulare risposte, di calibrare percentuali di fama, cercando bensì di conoscerne pensieri, passioni ed opinioni.

A tal proposito, stiamo raccogliendo da ciascun partecipante alcune impressioni sul mondo: il proprio, quello musicale ed entrambi. Riflessioni su cui torneremo più approfonditamente a conclusione delle audizioni, ma di cui vale la pena cominciare a fare qualche cenno. Fra le risposte più interessanti, quelle alla domanda “Quale futuro immagini per la fruizione della musica popolare d’autore?”. Tra scetticismi e slanci di buon umore ecco alcune delle risposte raccolte fino ad oggi…

“Immagino un futuro in cui ogni artista sia libero dai vincoli di produzioni che tendono ad appiattire ed “abbassare” il livello delle canzoni esclusivamente per mere ragioni di mercato”, “mi auguro un ritorno alle origini: pop=popolare di successo. Un po’ come con i Beatles che esprimevano il massimo della creatività e della popolarità”, “…Produciamo con il cuore e non con la calcolatrice”, “in Italia lo vedo un po’ buio, ma se si infittiscono questo tipo di rassegne e festival, forse…”, “il momento è triste in generale e di solito, per contrappasso, c’è più disponibilità a comprendere i messaggi che la musica d’autore dà. Quindi speriamo bene”, “penso che non smetteremo mai di appassionarci al mondo artistico di un autore, anche se non ne ascolteremo mai i brani con il telefonino”, “una fruzione popolare della musica popolare d’autore, nelle piazze, nei teatri, nelle case, nelle strade, un futuro non minacciato da ciò che si ritiene debba interessare o piacere per forza alla gente…”, “…un futuro di nicchia”, “mi auguro e voglio sperare ad un giardino in splendida fioritura”, “un mercato più fertile”. “Credo che sia molta richiesta di musica d’autore, purtroppo questa richiesta non viene soddisfatta dalla programmazione radiofonica e dalla produzione discografica”, “oggi ci sono poche realtà positive, si pensa a fare musica pessima e molti soldi, la musica è cultura e non un prodotto commerciale”, “…Credo nella ciclicità di artisti in grado di scardinare le ferree leggi del mercato”, “Internet”, il futuro “che può avere la pace nel mondo: tutto dipende da come evolve l’uomo e in questo momento è… molto drammatico… ma bisogna “lottare”!”, …“Se ci fosse più “Musicultura” lo vedrei roseo….”.