Seconda serata di Musicultura insieme a The Niro!
Enrico Farnedi apre le esibizioni di stasera con dei ritmi derivanti dalle canzoni da balera. Sicuramente affascina l’uso dell’ukulele, scelta particolare che aiuta a creare uno stile originale e creativo, che gli è valso il premio SISME per la migliore performance della serata. È il turno quindi dei Koralira, che riescono a mescolare le storie del passato ai tempi moderni; Domenica Rita Buda con la straordinaria voce che la caratterizza porta sul palco l’accento reggino e le leggende che contraddistinguono la sua terra quali, ad esempio, quella che narra come Ruggero II annegò nel tentativo di raggiungere la bellissima Morgana nel suo castello di cristalli, o la rivisitazione dell’Ulisse dantesco condannato nell’ottavo girone dell’Inferno, la sua vita rivista dagli occhi di chi lo ha circondato. I Mutante si esibiscono con l’energica voce di Valentina Grande. Una nota di merito al testo di Carnalità, che riesce ad affrontare un tabù tipico della nostra società senza malizia e con semplicità, cercando di sdoganarlo. Arriva quindi la denuncia sociale di Carmine Torchia, che illustra i problemi di un’Italia che sembra senza futuro e in un vortice di crisi senza uscita. C’è chi vive nelle case popolari, chi è vittima della nuova manovra: Torchia parla con ironia e sarcasmo della realtà di un ragazzo di trent’anni che tenta di sopravvivere a questa recessione. L’ospite della serata è The Niro, conosciutissimo in Inghilterra, che regala una performance strabiliante al nostro pubblico. Particolarmente degna di nota è la sua “Liar”, pezzo perfetto per mettere in risalto la sua completezza sia come artista che come autore.



