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Giorno 6 – Il critico giurato

Submitted by Angelica Gabrielli on 18/01/2005 21:00 Ultima modifica 19/01/2005 11:05 —
Approfitto di una pausa dopo l’esibizione dei primi tre di oggi, per raggiungere Stefano Bonagura, giornalista e critico musicale, e commentare questa sedicesima fase di audizioni. La seconda a cui partecipa in qualità di giurato.

Come vive quest’esperienza nella Giuria di Musicultura?
Ogni volta trovo sempre qualità sia come giurato per il livello musicale, che come pubblico vivendo questo momento come un aggiornamento sul fare musica in Italia, in maniera molto aperta: non vedo limiti di età, qui anche a 45 anni si ha il diritto di esistere artisticamente, sia che si faccia musica professionalmente che per il proprio divertimento, per sé.
Mi piace partecipare anche perché mi permette di fotografare l’Italia musicale di oggi: il livello musicale è alto, dato che qui si presentano 50 proposte frutto di una prima selezione. C’è molta varietà nei generi talvolta anche difficili da inquadrare, così come anche è presente una disparità di livello, che talora si sente.

Cosa si aspetta dai prossimi audizionati?
Temo che si manterrà alto il livello e questo complica il lavoro di giuria…

Esistono dei parametri che usa nel giudicare un brano?
Per me non esistono delle regole né come giurato né come persona che ascolta musica da tanti anni. Mi pongo davanti ad un prodotto musicale cercando di capire se mi arriva o no, e in entrambi i casi mi chiedo il perché. Questo Festival ha certamente delle regole, essendo della musica popolare e d’autore, ma questo è un criterio che non applico subito: prima ascolto il brano, vedo se mi “arriva” e poi lo tengo in considerazione. Credo che non si porta partire che da un’estrema sensibilità, aspettando che qualcosa arrivi dal palco, se arriva. E io aspetto, “nudo” davanti alla musica.