Giorno 6 – Il critico giurato
Come vive quest’esperienza nella Giuria di Musicultura?
Ogni
volta trovo sempre qualità sia come giurato per il livello musicale,
che come pubblico vivendo questo momento come un aggiornamento sul fare
musica in Italia, in maniera molto aperta: non vedo limiti di età, qui
anche a 45 anni si ha il diritto di esistere artisticamente, sia che si
faccia musica professionalmente che per il proprio divertimento, per
sé.
Mi piace partecipare anche perché mi permette di fotografare
l’Italia musicale di oggi: il livello musicale è alto, dato che qui si
presentano 50 proposte frutto di una prima selezione. C’è molta varietà
nei generi talvolta anche difficili da inquadrare, così come anche è
presente una disparità di livello, che talora si sente.
Cosa si aspetta dai prossimi audizionati?
Temo che si manterrà alto il livello e questo complica il lavoro di giuria…
Esistono dei parametri che usa nel giudicare un brano?
Per me non esistono delle regole né come giurato né come persona che
ascolta musica da tanti anni. Mi pongo davanti ad un prodotto musicale
cercando di capire se mi arriva o no, e in entrambi i casi mi chiedo il
perché. Questo Festival ha certamente delle regole, essendo della
musica popolare e d’autore, ma questo è un criterio che non applico
subito: prima ascolto il brano, vedo se mi “arriva” e poi lo tengo in
considerazione. Credo che non si porta partire che da un’estrema
sensibilità, aspettando che qualcosa arrivi dal palco, se arriva. E io
aspetto, “nudo” davanti alla musica.



