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Un passante a Musicultura

Submitted by Camilla Domenella on 29/01/2012 19:59 Ultima modifica 29/01/2012 19:59 —
Domenica maceratese. La pioggia insiste languida e indifferente sulla nostra “Pistacoppi City”.

Domenica maceratese. La pioggia insiste languida e indifferente sulla nostra “Pistacoppi City”. Il triste tedio del finesettimana: “una noia di chissà che cosa” direbbe Paul Verlaine.
I passanti s’incappucciano infreddoliti, s’accostano le sciarpe al collo, tuffano  le mani nelle tasche mentre un brivido di freddo e solitudine corre loro lungo la schiena.
D’un tratto, in via Gramsci, musica! Musica! Come un raggio di luce che fende ostinato il buio di una stanza! Dalle finestre del teatro della Filarmonica s’alzano le note del secondo weekend di Audizioni di Musicultura.
Entra, passante, ascolta!

S’inizia con un’intimità dolciastra di Francesca Lombardi, si continua con l’allegria coinvolgente e ricercata di Frei, ci si preoccupa poi di un dito tagliato del batterista degli un-po’-hard-rock Aguirre, bendato alla bell’e meglio con della onnipresente carta igienica. La bionda Legramandi agita il cuore tuo, passante! Ti piace la dolcezza del piano della Legramandi... Maddai? Non è una domanda retorica: si chiamano così, i quattro coloratissimi torinesi che indossano occhiali colorati, ma solo uno di loro è miope.

Passante, è l’ora… è l’ora di tornare a casa per la tua minestrina delle 8 di sera, per cena.
Rituffati nel gelo e nella saudade dell’atmosfera di fine Gennaio. Ma ti vedo! Canticchi quel motivetto che ti è rimasto in testa. Ti sei divertito, eh?