La contemplazione che dà forma al "musicare"
Comporre musica richiede studio, grammatica e regole da seguire, ma alla base un'ispirazione
da liberare, un'emozione da trasmettere e raccontare. In altre parole,
la classica diade istinto e ragione, in cui un terzo elemento
talora può trovare spazio e collocazione: la contemplazione.
D'accordo o no, lo abbiamo chiesto ai nostri audizionati: posti di fronte ad una citazione di Plotino,
alcuni si sono lasciati spaventare, altri,
più coraggiosamente, hanno dato via libera alle loro idee… e al loro
istinto!
“La contemplazione è ciò che dà consistenza, ricchezza e forma all'operare, a tutti i livelli” (Plotino). E a livello musicale?
“La musica è una forma di amore e la contemplazione è la forma più alta di amore”, “la musica è già di per sé contemplazione”, “la contemplazione nella musica permette di vivere le emozioni e le sensazioni dell'autore, fino a parteciparne”, “…per quel che riguarda la mia esperienza, quasi tutte le mie canzoni nascono da delle immagini…”, “la vita è una battaglia estetica”.
“La
diversità è nell'applicazione. L'istinto ed il cuore vanno ad
arricchire il processo finale di realizzazione”, “la contemplazione a
volte dona la scintilla della creazione”, “a livello musicale serve per farsi rapire dall'estro degli altri”, “fare musica, comporre è una conseguenza della contemplazione”, “prima di dire bisogna ascoltare,
respirare e assaporare quello che ci circonda, bello o brutto che sia”,
“la contemplazione è fonte di ispirazione, preparazione fondamentale
per la produzione musicale tout court”, “quando finisco di scrivere e mi fermo a “contemplare” quello che ho fatto, mi sento bene, come chi ha fatto qualcosa di utile. Anzi, il solo fatto di operare, di lavorare, mi dà senso”, “la contemplazione ti aiuta ad ascoltare della buona musica e la buona musica ti porta alla contemplazione”.
“Sicuramente contemplare dà degli effetti. Bisogna verificare quali possono essere. Personalmente penso che se tu hai quel senso artistico allora la contemplazione ti aiuta di più ma se non hai quello, allora è sempre difficile esternare”, “… io seguo l'istinto, faccio musica secondo il mi stato d'animo”, “ la musica così come ogni espressione dell'essere ha bisogno di conoscersi prima di darsi ma conseguentemente dandosi si conosce. La contemplazione non è mai una stanza chiusa”, “a livello musicale, ma anche a tutti gli altri livelli, la contemplazione deve essere accompagnata dall'emozione e dialogare con essa”, “la contemplazione dà tutt'uno con la ferocia dell'istinto”.
“Credo che la contemplazione non basti. Per me è necessario sporcarmi le mani, cioè vivere con una certa intensità”, “l'istintività dà consistenza, ricchezza e forma all'operare”.
“C'è tanto lavoro da fare prima di fermarsi a contemplare…”!



