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"Verde pisello a chi piace l'uccello"

Submitted by Elisa Frare on 03/03/2012 20:50 Ultima modifica 03/03/2012 20:50 —
Ultima serata delle audizioni di Musicultura, sempre aperte dall’eco della sigla “Signor pirata” (sono disonesta! Disonesta, disonesta! canticchia ormai il pubblico insieme alla voce di Rosanna Ruffini), sperando che i cantautori siano più intonati del coretto spontaneo che nasce dalle file.

Ultima serata delle audizioni di Musicultura, sempre aperte dall’eco della sigla “Signor pirata” (sono disonesta! Disonesta, disonesta! canticchia ormai il pubblico insieme alla voce di Rosanna Ruffini), sperando che i cantautori siano più intonati del coretto spontaneo che nasce dalle file.
Apre la serata (stasera ci sono addirittura sette artisti in serata, il catering si sarà sicuramente disperato per la cena!) Nino Bruni, accompagnato da una sapiente fisarmonica (quasi un omaggio al nostro teatro!). La nostalgia e la dolcezza di vecchi e nuovi amori la fanno da padrone nei suoi testi, seguendo una sua logicità (il matrimonio, la vecchiaia insieme, la morte), insieme ad una certa ironia. Citando Totò, la morte ‘a livella, tutto pareggia. Lo scacciapensieri è d’obbligo, e dietro le quinte c’è chi beve e c’è chi fa i classici gesti scaramantici (che qui non staremo a sottolineare).
Seguono poi i Rebis (non rebus, mi raccomando!) e le movenze da odalisca della cantante Alessandra, che iniziano con il loro “Il canto della neve”. Memori della grande nevicata che ci ha afflitto, c’è da chiedersi se non vogliano augurarci un’altra Narnia. Qui è la sottoscritta a fare gli scongiuri, ma per fortuna la situazione meteo sembra rimanere stabile. Al massimo, sapremo a chi dare la colpa.
Quindi Emiro, che in un primo momento ci lascia perplessi (ma come? Siamo tornati alle sigle dei cartoni animati degli anni ’80? Quando arrivano Candy Candy e Ufo Robot?), fa la sua apparizione sul palco, implorando di restare svegli e di non essere scemi. Magari offrirà di tasca sua un buon caffè a tutta la redazione di Sciuscià, restiamo a guardare!
Grazia Cinquetti giunge con la sua voce delicata che sicuramente fa contrasto con uno dei suoi testi, “Terra Argentina”, che d’argentino ha ben poco, se non nel battere di mani finale.
Ci spostiamo quindi dalle terre sudamericane per approdare a quelle veneziane di Adriano Iurissevich, accompagnato da delle bautte terrificanti che probabilmente sono valse da minaccia per la giuria, dato che è lui il vincitore del premio SISME. Si aprono le scommesse sulla giusta accentazione del suo cognome.
Poi NaElia, con la sua voce che ricorda vagamente un mix tra Noemi e Giusy Ferreri, scende in campo con i colori: canta di prismi cromatici, di arcobalenò, di strani camaleonti gialli, rosa e rossi, di passati che si trasformano. Il pezzo di strofa di “Camaleonte” che recita “verde pisello a chi piace l’uccello” scatena l’ilarità degli addetti ai lavori. Temi quali l’onanismo non sembrano però essere citati, e c’è chi si dispiace di questo.
Arriva infine Bebbo Gentile (che dicono che di gentile abbia ben poco), che si prende la sua rivalsa con testi davvero toccanti. Ritorna in questa serata il tema dei vecchi amori, ma stavolta è un vedovo a parlare. A discapito delle (maschili) aspettative, non si tratta di una canzone allegra, ma commovente e profonda. Dopo “sale nel cappuccino” e bici rubate, la serata di Musicultura giunge al termine: cala il sipario, si spengono le luci e la redazione se ne va a festeggiare con dolci e vino.