Simone Cristicchi e Vincenzo Costantino Cinaski: l’inedito duetto con la ritrovata formula di teatro-canzone infiamma ed emoziona il pubblico di Lunaria
Non era facile replicare il grande successo della “Prima” di Lunaria, quando l’evento estivo pensato dall’Associazione Musicultura per la città di Recanati ha ritrovato il suo pubblico, quello delle grandi occasioni, che è tornato a gremire piazza Giacomo Leopardi.
Giovedì 22 luglio circa 5 mila persone si sono scatenate, commosse e entusiasmate per la seconda serata che ha visto le caleidoscopiche canzoni di Simone Cristicchi e i frammenti di poesia, densa e pregna di vita, di un sornione Vincenzo Costantino Cinaski alternarsi magicamente sul palco in un crescendo di sana follia e di emozioni.
“Benvenuti al Grand Hotel Cristicchi, sorrisi e lacrime all inclusive” urla il cantautore romano dopo aver ripescato una “Ballo ballo” trascinate, per poi proseguire sul ritmo dei brani più caustici e divertenti del suo repertorio, da “Meno male”, all’hit “Vorrei cantare come Biagio Antonacci”. Grande capacità di migrare da un genere ad un altro per Cristicchi che si sente davvero “di nuovo a casa con gli amici di Musicultura”, e passa dal ritmo tiratissimo all’atmosfera calda e densa di una chitarra acustica, sottofondo perfetto per la voce del poeta metropolitano, Cinaski, che plana sulla platea con le sue poesie che distillano vita, quella vita vissuta guardando l’interno di una casa attraverso una finestra, o raccontando l’affondamento di un locale che da sogno diventa incubo, e la cui chiusura diventa libertà.
Poesie e canzoni che certamente non mancano di marcare i confini e di prendere posizione. I due “folli” non lesinano critiche a conflitti di interesse imperanti, ad una società che lascia i figli “senza” niente. L’attualità irrompe sul palcoscenico con “Genova brucia” e con i controversi episodi che hanno visto protagoniste in negativo le forze dell’ordine, poi “Legato a te” la canzone dedicata a Piergiorgio Welby, fino ad uno degli argomenti più delicati toccati dal cantautore romano, che con il brano “Ti regalerò una rosa” ha portato sul palcoscenico dell’Ariston la malattia mentale, troppo spesso ingiustamente dimenticata. “Come dimenticati sono gli anziani, che invece sono una ricchezza sconfinata, che noi dobbiamo proteggere”, ha detto Cristicchi, chiamando in causa la casa di riposo camerte “Casa Amica Camerino” a cui ha dedicato “Ultimo Valzer” con un appello per un aiuto economico e umano.
Chiusura da standing ovation per l’inedito duetto Cristicchi & Cinaski, con la trascinante “Volemo le bambole”, dopo la quale Cristicchi ha ringraziato infinitamente Lunaria “che ha regalato al pubblico quest’inedito duetto”, e Musicultura con la direzione artistica di Piero Cesanelli e Ezio Nannipieri, “che hanno messo il timbro della qualità sulle mie canzoni".
Giovedì 22 luglio circa 5 mila persone si sono scatenate, commosse e entusiasmate per la seconda serata che ha visto le caleidoscopiche canzoni di Simone Cristicchi e i frammenti di poesia, densa e pregna di vita, di un sornione Vincenzo Costantino Cinaski alternarsi magicamente sul palco in un crescendo di sana follia e di emozioni.
“Benvenuti al Grand Hotel Cristicchi, sorrisi e lacrime all inclusive” urla il cantautore romano dopo aver ripescato una “Ballo ballo” trascinate, per poi proseguire sul ritmo dei brani più caustici e divertenti del suo repertorio, da “Meno male”, all’hit “Vorrei cantare come Biagio Antonacci”. Grande capacità di migrare da un genere ad un altro per Cristicchi che si sente davvero “di nuovo a casa con gli amici di Musicultura”, e passa dal ritmo tiratissimo all’atmosfera calda e densa di una chitarra acustica, sottofondo perfetto per la voce del poeta metropolitano, Cinaski, che plana sulla platea con le sue poesie che distillano vita, quella vita vissuta guardando l’interno di una casa attraverso una finestra, o raccontando l’affondamento di un locale che da sogno diventa incubo, e la cui chiusura diventa libertà.
Poesie e canzoni che certamente non mancano di marcare i confini e di prendere posizione. I due “folli” non lesinano critiche a conflitti di interesse imperanti, ad una società che lascia i figli “senza” niente. L’attualità irrompe sul palcoscenico con “Genova brucia” e con i controversi episodi che hanno visto protagoniste in negativo le forze dell’ordine, poi “Legato a te” la canzone dedicata a Piergiorgio Welby, fino ad uno degli argomenti più delicati toccati dal cantautore romano, che con il brano “Ti regalerò una rosa” ha portato sul palcoscenico dell’Ariston la malattia mentale, troppo spesso ingiustamente dimenticata. “Come dimenticati sono gli anziani, che invece sono una ricchezza sconfinata, che noi dobbiamo proteggere”, ha detto Cristicchi, chiamando in causa la casa di riposo camerte “Casa Amica Camerino” a cui ha dedicato “Ultimo Valzer” con un appello per un aiuto economico e umano.
Chiusura da standing ovation per l’inedito duetto Cristicchi & Cinaski, con la trascinante “Volemo le bambole”, dopo la quale Cristicchi ha ringraziato infinitamente Lunaria “che ha regalato al pubblico quest’inedito duetto”, e Musicultura con la direzione artistica di Piero Cesanelli e Ezio Nannipieri, “che hanno messo il timbro della qualità sulle mie canzoni".



