Azioni sul documento

Jang Senato al Musicultura Festival XXI Edizione

edizione:
in qualità di:
Concorrente - Finalista - incluso nel CD compilation di Musicultura
con il brano:


Intervista

Nel presentarsi alle Audizioni live, i partecipanti al concorso si "auto-intervistano", per raccontare se stessi e svelare il fertile terreno di creatività ed umanità, che si nasconde oltre le loro canzoni.

Chi sono gli Jang Senato?

Gli Jang Senato sono il solito gruppo nato nell’era del benessere, il fatto però che non lo nascondano li rende un caso singolare. Si propongono di portare un po’ di sana innovazione nel cantautorato italiano attraverso un pulitissimo, talvolta esasperato, minimalismo elettroacustico. Da un paio di anni costruiscono sale prove e studi di registrazione sfruttando i vuoti giuridici caratteristici dei terreni pignorati, vivono insieme ad asini e galline così come nel centro delle città, hanno suonato davanti a due persone come davanti a settecentomila, sono un gruppo di cantautori quasi giovani e anche piuttosto belli. Si ritrovano in loro tracce del Nick Drake più solitario, del Bill Bernbach più miliardario e di tutto ciò che ancora oggi è icona pop, suo malgrado.

Cosa bolle in pentola?

Abbiamo da poco costruito il nostro studio di registrazione (la Chupa Records, un paradiso!) in cima a montagne inarrivabili, e lì abbiamo registrato il nostro primo disco: siamo così autoprodotti che produciamo anche le case dove andiamo a suonare,  da tutti i punti di vista: edile, idraulico, elettrico; di questo siamo molto fieri. Resta il fatto che non si scrivono canzoni per  la gloria del giovane Narciso, quindi questo 2010 sarà dedicato  alla ricerca di acquirenti  per il nostro lavoro, almeno per dare un senso  al fatto di essersi  licenziati da tutti i lavori, di essere puntualmente lasciati dalle fidanzate, di avere il fiato sul collo dei genitori che si disperano, dei parenti che sbucano dal nulla per offrirti un posto di lavoro “vero”, delle banche che… lasciamo perdere , degli avvocati, dei manager, del prete. Ci manca solo l’impegno diretto dei Servizi Segreti e della yakuza, per poter continuare con un “passatempo”.

 

Come descrivereste il vostro primo album?

In sei mesi, attraverso un lavoro maniacale su tutti gli aspetti della musica, abbiamo cercato di depurare le nostre idee da tutto ciò che ci sembrava triste o superfluo, o tutti e due. È quello poi che stiamo facendo con questa risposta, che infatti finisce qui. Olé!



Riferimenti Web:

Scheda in formato PDF