Le Core al Musicultura Festival XX Edizione
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Concorrente - Finalista - incluso nel CD compilation di Musicultura |
con il brano: |
Intervista
Nel presentarsi alle Audizioni live, i partecipanti al concorso si "auto-intervistano", per raccontare se stessi e svelare il fertile terreno di creatività ed umanità, che si nasconde oltre le loro canzoni.
Perchè Le Core?
Le Core è un coro al femminile, indica anche il cuore col quale cantiamo, è un riferimento mitologico, un archetipo della fanciulla che diventa donna. Un gioco di parole in apparenza, che poi si fonde con la motivazione che ci spinge a cantare insieme canzoni non mediate dalle mode, ma indotte da bisogni profondi di condivisione umana.
Le Core è un coro al femminile, indica anche il cuore col quale cantiamo, è un riferimento mitologico, un archetipo della fanciulla che diventa donna. Un gioco di parole in apparenza, che poi si fonde con la motivazione che ci spinge a cantare insieme canzoni non mediate dalle mode, ma indotte da bisogni profondi di condivisione umana.
Che cosa cantate?
Cantiamo “La valigia dello straniero”, uno spettacolo di canzoni che si propone di affrontare, attraverso i testi delle canzoni, la tematica del viaggio, dell’integrazione, dello sradicamento, del valore culturale e sociale del migrare umano. Un concerto coinvolgente, di grande impatto emotivo, per l’insieme delle voci femminili e per le canzoni, in cui si fondono molti generi musicali, si intrecciano infiniti fili, influenze e parentele. La nostra musica è stata definita eccentrica e con forti radici nella terra, e questo è il modo giusto per mettere a fuoco l'identità di questo progetto.
Un progetto di musica popolare contemporanea, nel quale si mescolano stili, sonorità, atmosfere. La forza vibrante del coro è al centro di una ricerca poetica sull’arcaico che punta a comunicare riflessioni di estrema attualità. Senza retorica cerchiamo di ricordare che migranti lo siamo tutti, lo siamo stati come paese, lo siamo come condizione esistenziale. Un tema al quale tentiamo di dare risposte positive, di accoglienza, in questo senso molto femminili. La forza del coro è quella di essere una sola voce formata da più voci, metafora potente, che indica una via percorribile.
Cantiamo “La valigia dello straniero”, uno spettacolo di canzoni che si propone di affrontare, attraverso i testi delle canzoni, la tematica del viaggio, dell’integrazione, dello sradicamento, del valore culturale e sociale del migrare umano. Un concerto coinvolgente, di grande impatto emotivo, per l’insieme delle voci femminili e per le canzoni, in cui si fondono molti generi musicali, si intrecciano infiniti fili, influenze e parentele. La nostra musica è stata definita eccentrica e con forti radici nella terra, e questo è il modo giusto per mettere a fuoco l'identità di questo progetto.
Un progetto di musica popolare contemporanea, nel quale si mescolano stili, sonorità, atmosfere. La forza vibrante del coro è al centro di una ricerca poetica sull’arcaico che punta a comunicare riflessioni di estrema attualità. Senza retorica cerchiamo di ricordare che migranti lo siamo tutti, lo siamo stati come paese, lo siamo come condizione esistenziale. Un tema al quale tentiamo di dare risposte positive, di accoglienza, in questo senso molto femminili. La forza del coro è quella di essere una sola voce formata da più voci, metafora potente, che indica una via percorribile.
Chi siete e come lavorate?
Siamo una formazione molto eterogenea. Il nucleo fondante è un ensemble vocale formato da quattro voci femminili. I testi e le musiche sono scritti per lo più da Claudia, ma anche da Cecilia. Il testo comunque è quasi sempre un punto di partenza, che si evolve e si adatta durante l'arrangiamento. Sara viene dal jazz, Marina dalla musica popolare del sud Italia, Cecilia ha una formazione classica ed esperienza come direttrice di cori, Claudia, ideatrice del progetto, è una cantante e cantautrice. Le canzoni vengono arrangiate insieme, prima dal coro e poi con gli strumentisti. Molta spontaneità accompagna il lavoro di arrangiamento, nel quale cerchiamo di non porre limiti alla fantasia, di non chiuderci in schemi prefissati. I musicisti che accompagnano le voci hanno anche loro provenienze musicalmente molto variegate. Pietro suona il contrabbasso e arrangia per formazioni jazz, Leonardo è fondatore dei Tetraktis Percussioni, quindi musicista di contemporanea, Paolo è un chitarrista jazz-blues, Tiziano, il sassofonista, suona in diverse formazioni di musica d'autore e da sempre collabora nei progetti di Claudia.
Siamo una formazione molto eterogenea. Il nucleo fondante è un ensemble vocale formato da quattro voci femminili. I testi e le musiche sono scritti per lo più da Claudia, ma anche da Cecilia. Il testo comunque è quasi sempre un punto di partenza, che si evolve e si adatta durante l'arrangiamento. Sara viene dal jazz, Marina dalla musica popolare del sud Italia, Cecilia ha una formazione classica ed esperienza come direttrice di cori, Claudia, ideatrice del progetto, è una cantante e cantautrice. Le canzoni vengono arrangiate insieme, prima dal coro e poi con gli strumentisti. Molta spontaneità accompagna il lavoro di arrangiamento, nel quale cerchiamo di non porre limiti alla fantasia, di non chiuderci in schemi prefissati. I musicisti che accompagnano le voci hanno anche loro provenienze musicalmente molto variegate. Pietro suona il contrabbasso e arrangia per formazioni jazz, Leonardo è fondatore dei Tetraktis Percussioni, quindi musicista di contemporanea, Paolo è un chitarrista jazz-blues, Tiziano, il sassofonista, suona in diverse formazioni di musica d'autore e da sempre collabora nei progetti di Claudia.
Riferimenti Web:
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