Mines al Musicultura Festival XIX Edizione
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Nel presentarsi alle Audizioni live, i partecipanti al concorso si "auto-intervistano", per raccontare se stessi e svelare il fertile terreno di creatività ed umanità, che si nasconde oltre le loro canzoni.
Ciao Mines, all’età di quarant’anni, dopo una lunga gavetta, hai avuto la fortuna di vedere un tuo brano, “Per diventare gay”, arrivare al successo, prima con Musiculura festival XVI edizione, poi con il lancio di Fiorello e Baldini su Viva Radio 2. Le principali testate giornalistiche nazionali si sono interessate a te e hai firmato un contratto con la Universal. Che cosa è cambiato per te da quel momento in poi?
Sono cambiate diverse cose…vediamo: prima dei quarant’anni avevo meno pancia e un eccitazione sessuale molto più frequente rispetto ad oggi. Prima dei quarant’anni potevo ubriacarmi anche quattro volte alla settimana (contro le due di adesso). Prima dei quarant’anni temevo di vivere in un paese di merda mentre oggi ne sono assolutamente certo. Prima dei quarant’anni andavo a suonare nei locali, (qualsiasi tipo di locale), con la voglia di divertirmi e di divertire, di provocare e di offrire un intrattenimento alternativo, oggi ne ho piene le palle.
So che in passato hai fatto molto piano-bar in giro per l’Italia…lo facevi solo per mantenerti o è stata una vera passione?
L’ho fatto per campare. A volte è stato frustrante. Ma suonare nei locali mi ha permesso di non cambiare mestiere e di portare avanti in parallelo i miei progetti legati alla musica.
Fai ancora serate “live”?
Oggi mi muovo esclusivamente con la mia band e propongo solo le mie canzoni; gli spazi sono pochi ma finalmente suoniamo per un pubblico più interessato (e più interessante), che viene ad ascoltare determinate cose perché gli piacciono e non perché si trovi lì casualmente (come sempre succede quando fai pianobar o cover band). Facciamo poche date ma lavorare così è un’altra emozione, è più appagante. E naturale (umana) selezione; le faccie da ebeti che durante i concerti con una mano mangiano il gelato e con l’altra tengono il figlio per mano senza ascoltare la musica e magari parlando di calcio (ad un metro e mezza da te, mentre stai suonando), non si sono più viste.
E allora adesso…come ti mantieni?
Pulisco vetri ai semafori, anche se gli automobilisti continuano a vederci poco chiaro.
Nel tuo nuovo album “No hits”, nella canzone omonima, parli della difficoltà ad emergere in un ambiente musicale chiuso e stereotipato, del quale non si può far parte se non si è in un certo modo… Vuoi parlarne?
E’ un tema che affrontavamo già negli anni ’80 con les Antipop; nulla è cambiato. Ma non fatemi fare un comizio; per approfondire il discorso sulla circostante “mafia with love” ci vorrebbero trenta pagine. Vi dico solo che viviamo nello stesso paese in cui vive Papa Ratzinger e in cui ha vissuto Padre Pio, nello stesso paese di Pausini, Ramazzotti, D’Alessio (che ci rappresentano), nello stesso paese di Pulcinella. Traete le vostre semplici conclusioni.
Il Bel paese insomma….
Si, il paese per gli italiani.
Sei anche tu italiano….
No. Io sono interplanetario.
Non è controproducente attegiarsi in questo modo?
Io sono sempre stato “anti” e sempre lo sarò; anti-patico, anti-pop, anti-clericale, anti-fascista, anti-comunista e… anti-stronzo. Mai avuto tessere. Certo che può essere controproducente ma me ne fotto. Viva la libertà.
Lo sai che i personaggi (scomodi) come te, oggi non vanno più di moda? Che cosa va di moda oggi…scusa? Fammi un esempio.
Ehm…non so….Mines, è sempre così difficile intervistarti....ora parliamo…di musica.
Chi ti piace dei nuovi italiani?
Baustelle. Adoro questi nuovi romantici.
E basta?
I vecchi cantautori (i maestri) li ho tutti masticati, digeriti, assimilati mille volte. Non li ascolto più da anni. Il resto del nuovo continua a sembrarmi una fotocopia (più o meno risucita) del vecchio. Mi piacciono i tentativi di evoluzione. Mi piace chi rischia. Chi non rischia ha poco da dire. Chi si adegua è perduto.
I tuoi progetti?
Un cd con Remo Remotti dal titolo “Insulti zodiacali”. Il mio quarto album in lavorazione. Uno studio di registrazione a Pigalle dal quale, mentre un fonico afro-francese mi arrotola i cavi, io possa colpire (con apposita cerbottana) i turisti italiani che vanno a mignotte con palline di merda.
Desideri?
Duettare con Carla Bruni mentre mando Sarko a prenderci due vodka-tonic. Un inceneritore per i napoletani. Sedurre la De Filppi per poi deluderla dicendole “scusa, non mi era mai successo, solo con te non riesco a farlo”. E tanti altri desideri….. troppi per essere elencati.
Mines, cosa ti aspetti dal futuro?
Sono molto preoccupato, non tanto per me, ma soprattutto per voi.



