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Pilar al Musicultura Festival XVIII Edizione

edizione:
in qualità di:
Concorrente - Vincitore - Primo Premio Assoluto, Concorrente - Vincitore - Targa della Critica
con il brano:


Intervista
Nel presentarsi alle Audizioni live, i partecipanti al concorso si "auto-intervistano", per raccontare se stessi e svelare il fertile terreno di creatività ed umanità, che si nasconde oltre le loro canzoni.

Allora Pilar, vogliamo fare un’ intervistina meno barbosa di quella dello scorso anno che sembrava un po’ da Signorina Rottermeier...tutta seriosa...un po’ una noia, non credi?
Effettivamente da quell’ intervista non emergeva affatto il mio animo da frizzi lazzi e bombe a mano e del resto secondo la concezione aristotelica il riso poteva anche non abbondare solamente sulla bocca degli stolti, inoltre il famoso cantore svizzero Astolfo Ermanno di Vestfalia...

Aridaje ...ma lo vuoi capire che per diventare famosi queste cose non le devi dire...!? Bisogna sbagliarli stì congiuntivi, aiuta a sembrare un diamante grezzo, fa più fico pensare che sei nata imparata e che studiare non serve, poi dovresti anche raccontare – chessò – della volta che ti hanno picchiato da piccola o dire che sei a favore della pace nel mondo. Con la cultura non si mangia, lo vuoi capire..?
Poffarbacco. Ecco perché cucinare la Treccani a mò di scaloppina non mi è mai venuto bene, anche il buon Amado di “Gabriella zucchero e cannella” ripassato con la creme brulé è assai sgradevole al palato. La cellulosa è immangiabile, ne convengo. Per non parlare dei fotogrammi di “Roma città aperta” cotti al vapore.

Però non mi aiuti per niente eh, prova a intercalare con qualche “cioè” e “attimino” sparsi...che ne so...dai, facce ride.
Un uomo entra in un caffè. Splash.

Ok. Magari ripasso più tardi.



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