Audizioni, a Davide Zilli il Premio Antonello Ieffi e il Premio Val Di Chienti del pubblico

Incetta di premi per Davide Zilli nel sabato della grande musica live d’autore di Musicultura, seconda serata delle audizioni live del Festival

 


Davide Zilli, ironico e irriverente piacentino, professore  di italiano al mattino  e cantautore pianista classico e jazz la sera, con la sua performance  ha conquistato giuria e  pubblico  aggiudicandosi il “Premio Antonello Ieffi energie rinnovabili” decretato dalla commissione di ascolto del Festival per la migliore esibizione, consegnato personalmente dal noto imprenditore delle energie rinnovabili Antonello Ieffi  e il “Premio Gradimento del Pubblico Val di Chienti” consegnato dal Vice Sindaco di Macerata  Stefania Monteverde. Davide Zilli, giocando con le parole connotate da un’ironia pungente ha dedicato il brano Coinquilini a tutti gli studenti universitari che si trovano a vivere in quella sorta di “comunismo coatto”, come Zilli l’ha ironicamente definito, che è l’appartamento condiviso.  “Né fratelli né cugini, siamo coinquilini” una divertente riflessione sulla vita universitaria. Continua con Funny Milano, il cui titolo è un calco storpiato di Funny Lady, di Barbara Streisand. Un provinciale che sbarca nella “city”, esperienza vissuta in prima persona, quando da Piacenza si sposta a Milano, a “rubare il lavoro ai cantautori lombardi”. L’ultimo pezzo è Mezza Fidanzata, su quella “frivola” categoria ostracizzata dal cantautorato classico, quella degli amori che, volutamente, dopo una settimana o due scivolano nel dimenticatoio.
Tra le proposte della serata Macchia, Pietro Loreta, di Ravenna, vive a Milano, è un videomaker e un insegnante di grafica, fino ad oggi interprete della musica degli altri è all’inizio della sua esperienza come cantautore, piena di rap e molto pop. Ha proposto Due, la relazione che, come dice introducendo la canzone, è quella “conflittuale di coppia, che sfocia in qualcosa di più bello”. Continua con Solo un pezzo dalla Milano notturna, dove vaga alla ricerca di immagini e di uno spazio per sé, difficile da trovare nelle affollate ore del giorno. Conclude con Vivo a metà sulla quotidiana insoddisfazione delle tante cose non fatte come si vorrebbe, in cui “manca sempre qualcosina”.
Sul bollente palcoscenico di Musicultura anche la romana Elisa Raho, due album tra rock, metal e prog, “Darkness will fall” pubblicato con la casa discografica finlandese Lion Music, e “Stars that never were” in cui dà voce ai Solar Orchestra. Il suo attuale progetto è in italiano, ed è omonimo: “Elisa Raho”. Il brano Sogni per me, che definisce “onirico”  prende linfa da una complicata storia d’amore ed è scritto con la partecipazione di Giuseppe Anastasi. Si respira un’atmosfera onirica anche nella seconda canzone, Hai ragione tu, grazie alle sonorità dell’arpa.  Con il brano Bello incentrato sulle differenze caratteriali e le incomprensioni che riempiono di sfaccettature i rapporti chiude  la sua esibizione.
Il cantautorato non è nuovo per il ventenne Davide Epicoco, che già da adolescente suona e scrive pezzi suoi. Apre nel 2015 il concerto di Patty Pravo, nel 2017 un suo inedito compare in “Promesse”, prodotto da Grazia Di Michele e nello stesso anno, vince il Songwriting Camp promosso da Sony. Arriva da Ceglie Messapica, dal suo mare di Puglia, per “raccontare delle storie che sono le mie, che mi appartengono” . Mille volte di più va all’inseguimento di una donna che fa girare la testa, dal momento in cui inizia la giocosa ricerca di uno sguardo che ci ha affascinato. “Se si parla d’amore non si è mai banali”  tema centrale  anche del secondo e terzo brano   Forse no e  Ti porterò via.
Organico Ridotto,  band nata nell’aprile del 2017 da  Antonio Lucifero e Franco Liberati, ha offerto a Musicultura un’ originale performance  in dialetto abruzzese basata  su una forte contaminazione tra la musica popolare e le  sonorità moderne.
I loro brani  Nin si nisciune, Lu rre, e Seme morte rielaborano il materiale  della tradizione  abruzzese in chiave moderna, con elementi reggae, dub e latini.
Una proposta musicale caratterizzata anche da una rappresentazione che ha fatto rivivere  l’anima vera dei canti della tradizione condita da un mix di sciamanesimo cinico moderno.