Giro di boa per le Audizioni live: Eleonora Bordonaro conquista il Premio Antonello Ieffi

Giro di boa per le  audizioni live di Musicultura, che hanno chiuso il secondo weekend di musica d’autore  tra le vibranti note  dei trenta artisti  in gara sui sessanti previsti, ascoltati dal vivo dalla giuria del Festival e dal grande pubblico di Macerata che come sempre ha seguito con grande partecipazione e passione gremendo ogni sera il Teatro della Filarmonica di Macerata. Protagonista dell’ultima serata di audizioni la cantautrice siciliana di Paternò, Catania Eleonora Bordonaro che si è aggiudicata il favore della giuria conquistando l’ambito “Premio Antonello Ieffi Energie Rinnovabili” per la migliore esibizione. Eleonora Bordonaro, portavoce della musica popolare etnea con   uno sguardo curioso e divertito sul mondo femminile,   ha offerto con una suggestiva  interpretazione, canti ispirati alla tradizione che raccontano pregiudizi, vizi diffusi, peculiarità, dubbi e sogni delle donne siciliane. Pubblica nel 2017 l’album Cuttuni e lamé, dove studia il  patrimonio linguistico e  poetico della lingua gallo italica di San Fratello (Messina), una fusione di dialetti del nord Italia e del sud della Francia. Del 2013 è il progetto La Custodia del Fuoco con il Majarìa Trio, rielaborazione di testi ottocenteschi in chiave etno jazz. Ha fondato la Casa Museo del Cantastorie di Paternò ed ha cantato in diverse colonne sonore, tra cui quelle di Mine Vaganti di Ozpetek e Romanzo criminale di Sollima. A Musicultura ha proposto Li fomni, in lingua gallo Italica, che riprende un testo dell’ottocento:  un’ode alla pazzia del sesso forte che, imperterrito, continua a fidarsi delle “fduame”, le donne, “canaglie, mala razza, pessime, indocili, balorde”. Secondo brano è Cuttuni e lame: due tipologie di donna agli antipodi, messe a confronto con la pungente  ironia della Bordonaro. Chiude con Ucch’i l’arma, accompagnata dal suono di tre marranzani (gli scacciapensieri) brano suggestivo ed originale con cui la cantautrice siciliana ha incantato il pubblico con la sua vocalità duttile  e intensa.

Ad aggiudicarsi il favore del presenti e il “Premio Gradimento del Pubblico Val Di Chienti” i Zoni Duo composto dai bolognesi  Enrico Zoni e Simone Giubbilei.   Con uno stile che passa dal funk, dall’R&B e dall’elettropop, contaminato da un’anima melodica, i Zoni Duo hanno proposto al Festival  tre brani inediti: Loop, titolo che descrive la tipica storia d’amore: un loop di comportamenti dal quale non si può, o non si vuole, uscire.  Sam 4 president, un coinvolgente  brano dal ritmo elettro-funky e hanno chiuso con Novità.  Sul palco Maceratese anche Alfredo Marasti di Pescia, Pistoia, vincitore del premio De André a soli 16 anni e già finalista vincitore di Musicultura nel 2013, cantautore insegnate d’italiano e aspirante cineasta ha proposto: Garibaldina dedicata a una ragazza, Anita, soprannominata da Marasti “Garibaldina”. Ha continuato con L’albero e il battello, un inno contro l’intolleranza, e chiuso  con Dafne, il dolce ricordo di un’amica d’infanzia mai più rivista. Lorenzo Ugolini, alias Hugolini di Fiesole,  ha offerto a Musicultura  un sound pop-elettronico-tropicale, con (La sua) Rivoluzione!, una dichiarazione di intenti che racconta la rivoluzione “personale” delle buone intenzioni. Musa che descrive il rapporto intimo che c’è tra l’artista e la sua musa, e  ha chiuso con La Java del Pavone (railway love song).

Lontano da qui è un trio formato dall’elbana Elisa Castells e dai due chitarristi romani Matteo Uccella e Michele Bellanova, con un repertorio vario unito alla tradizione pop e cantautorale italiana hanno aperto con D’altronde compendio ironico e divertente sulle differenze caratteriali tra due (ex) amanti.  Noia è una canzone che parla di un amore finito “male, come sempre” sottolinea sorridendo il gruppo. In  Cerco casa raccontano, in chiave ironica, il disagio di chi cerca una sistemazione nelle grandi città e si trova a fare i conti con i vari aguzzini che a volte.. ci fanno “la cresta”.