A Fabiana Martone il Premio Antonello Ieffi per la miglior performance

Audizioni live 2018: a Fabiana Martone il Premio Antonello Ieffi per la miglior performance, Glosie conquista il cuore del pubblico

Rush finale delle audizioni live di Musicultura 2018 che ha visto l’esibizione  degli penultimi concorrenti in gara della rosa dei 60 selezionati sugli oltre 800 iscritti al Festival.
Il palcoscenico della Filarmonica di Macerata si è tinto di rosa nella serata di sabato dedicato alla grande  musica d’autore del Festival che ha visto protagoniste della gara due cantautrici:
Fabiana Martone di  Napoli  a cui è andato il favore della giuria conquistando il “Premio Antonello Ieffi Energie Rinnovabili” per la migliore esibizione e Glosie di Ascoli Piceno che ha stregato il pubblico presente aggiudicandosi  il “Premio Gradimento del Pubblico Centro Val Di Chienti”.
Fabiana Martone, cantante e compositrice napoletana,  non nuova al pubblico di Musicultura di quest’anno, si era  infatti già esibita con le SesèMamà, con le quali aveva conquistato pubblico e giuria. Conta  all’attivo 4 lavori discografici ed è coproduttrice di un nuovo progetto discografico che realizza brani per colonne sonore di produzioni Rai. Contestualmente lavora alle preproduzioni del suo disco da solista con i musicisti Bruno Tomasello e Luigi Esposito.
In napoletano la Martone canta in “Era solo ajere” un amore finito, ormai innocuo; canta la tristezza di qualcosa che non brucia più. L’inadeguatezza è invece il centro de “L’albero di carnevale”, mentre è “Memorandum” a chiudere la sua intensa e vibrante esibizione.
L’ascolana Glosie, all’anagrafe Gloria Collecchia, classe 1992 ha studiato al Conservatorio di Pescara dove ha intrapreso  un percorso accademico di alta formazione in canto Jazz. Nel 2017, oltre a partecipare al concorso per autori ‘Genova per voi’, vince una borsa di studio presso la scuola di scrittura di Mogol. La giovane ed eclettica artista di Ascoli Piceno oltre al jazz abbraccia altri generi, come l’elettro pop. Canta oggi qualcosa che ancora si discosta dalla musica precedentemente sperimentata. I brani che ha proposto al Festival e che hanno conquistato il pubblico, principalmente scritti al piano, sono “Senza una scusa”, “Quel buon vino”, “Respiri sospesi”.
Un’altra Gloria, sul bollente palcoscenico della serata, Gloria Galassi, di Cesena accompagnata dal violino e chitarra delle  sue compagne di viaggio. Gloria  ha studiato canto con il metodo Voice Evolution System, mirato a una formazione artistica completa. Un “Trittico della malinconia” definisce  Gloria le canzoni poposte: “In un campo di grano”, “Tre gocce di limone”, “Pesoforma”.
Franz pseudonimo di Francesco Riva, è diplomato in Composizione al Conservatorio di Milano e in batteria all’Accademia di Musica Moderna,   compone colonne sonore per la tv. Scrive i pezzi e canta nei 7marzo, gruppo con cui pubblica l’album “Vorrei rinascere in un Lama”. “Franz” è il suo progetto solista, unione di cantautorato e musica per film, entro l’anno l’uscita  del primo disco omonimo. Sul palco di Musicultura si presenta con una vera e propria orchestra, con la quale esegue “Fred Astaire”, “La canzone popolare”, “Fides e Ratio”. Brani scritti a pianoforte e voce, pensando però più in grande: “ogni canzone, per essere espressa al meglio, deve essere orchestrata”.
Suggestioni dark proposte dalla potente voce camaleontica di Alberto Nemo di Rovigo, musicista, cantante e compositore, comincia il suo percorso artistico con esibizioni durante le cerimonie funebri e, dal 2011 al 2015, attraversa l’Europa suonando in chiese, castelli e teatri. Nel 2016 pubblica su Bandcamp il suo primo album, “6×0”, realizzato con la tecnica del tape reverse e fonda, con Andrea Liuzza la Dimora Records.
Con una voce capace di pathos estremo, i suoi brani, “Antropomorphos”, “Ancora”, “Futuro Semplice..hanno guidato il pubblico  in una dimensione altra, immersa nel buio ma ricca di sfolgoranti bagliori
Da Reggio Calabria la coinvolgente energia dei  Marvanza, gruppo affermato nella scena reggae sia italiana che internazionale. “A Sessualità”, primo pezzo, segue “Non so se sai”, che denuncia la piaga dello sfruttamento del lavoro minorile. Chiudono con “Terra mia”, un inno alla loro Calabria “terra bellissima ma molto difficile”.
Il fiorentino Giulio Wilson, cantautore e polistrumentista, finalista  al Festival di Castrocaro, accompagnato dalla sua band ha proposto a Musicultura il brano “Parole”. Pasolini dice che l’arte nasce quando c’è un problema, Giulio Wilson condivide questa idea nella canzone “Ho qualche problema”  e chiude con “Mia bella ciao” dove accosta le speranze del passato alle contraddizioni del mondo odierno.