Paola Angeli

"Il corpo di Venere"

Vincitore

Musicultura

XX Ed. - 2009

Il commento di Musicultura

La dimostrazione di come si possa fare di una canzone una ”suite da camera” di grande ariosità

Il testo

I miei gesti sono goffi come quelli di un cigno
sulla ghiaia
i miei gesti sono buffi come quelli di un clown
nel grande circo
i miei gesti sono pesanti… come nebbia sui
colli Euganei
i miei gesti giustamente se li giudichi si
comportano da estranei…
Ma con l’anima, sapessi, con l’anima io so
fare cose molto eccitanti
la mia anima è il corpo di Venere vuoi
spalmarla di unguenti penetranti…
Ah che anima, vedessi, che anima… io la
alleno da tutta una vita
la mia anima è il corpo di Venere e tu sei la
mia preda squisita…
I miei gesti sono asimmetrici e poco atletici
come i quadri di Picasso
i miei gesti sono patetici come un comizio
elettorale sul Gran Sasso
i miei gesti sono pesanti come la pioggia
sulle ali degli uccelli
i miei gesti francamente se li fissi si chiudono
come ombrelli…
Ma con l’anima, sapessi, con l’anima io so
fare cose molto eccitanti
la mia anima è il corpo di Venere vuoi
spalmarla di unguenti penetranti…
Ah che anima, vedessi, che anima… io la
alleno da tutta una vita
la mia anima è il corpo di Venere e tu sei la
mia preda squisita…
E come Venere io esco dal mare
la mia bellezza silenziosa ti voglio mostrare
perché anche l’anima ha un’estetica da
curare
perché anche l’anima se la lasci lì finisce con
l’invecchiare…
E come Venere io cammino sul mare
sei tu il mio mare ed io… io mi lascio
trasportare
dalle tue mani io mi lascio guidare
le tue mani che mi insegnano ad amare…
E con l’anima, sapessi, con l’anima io so fare
cose molto eccitanti
la mia anima è il corpo di Venere vuoi
spalmarla di unguenti penetranti…
Ah che anima, vedessi, che anima… io la
alleno da tutta una vita
la mia anima è il corpo di Venere e tu sei la
mia preda squisita… oh sì…