Francesca Romana Perrotta

"Il grido"

Vincitore Premio Miglior Testo

Musicultura

XXVII Ed. - 2016

Il commento di Musicultura

Riemergere dalla sofferenza di un amore malato: la canzone lo racconta con la passionalità del ricordo, con lo stupore della rinascita.

Il titolo

L’antico amore mi ha fermato le parole nella gola
e non è colpa mia se adesso è poco il tempo che ti resta
se adesso sono stanca di stare immobile a guardare dietro a una finestra

Ho conosciuto il buio cupo di una notte universale
non confessandoti di me un desiderio esistenziale
la voce mi si è rotta e adesso non so più parlar d’amore, ho un grido nella testa

Mentre cadevano le ultime favole
mentre guardavi il mio nome bruciare
tu rigiravi la lama instancabile
ed io cercavo di non dimenticare l’odore delle viole…

Sai che passando dalla luce all’ombra non si vede niente?
Ma dopo pochi istanti l’occhio ci si abitua e poi distingue
e scopre finalmente tutte le verità nascoste
dietro a spigoli e finestre

Mentre svanivano le ultime favole
mentre guardavi il mio nome bruciare
tu rigiravi la lama instancabile
e io ingoiavo il tuo veleno amaro ridotta in cenere
Mentre bagnavo i vestiti di lacrime
mentre il tuo sguardo invecchiava il mio viso
tu riaffondavi la lama implacabile
e mi iniettavi il tuo veleno amaro come un aspide

E adesso osserva attento quel che hai fatto di me

Riempivo di lamenti e pianti tutto il tempo che passava
e adesso sei geloso della luce che mi illumina

L’esibizione allo Sferisterio