Marina Conti

"Marina Conti"

Vincitore

Premio Città di Recanati

III Ed. - 1992

Il testo

Non era stato forse il vero amore
però parlar di lei faceva tanto male
Che strano… non saper dimenticare.
Dio… quanto male…
Lei era sparita senza una ragione;
doveva, ora, fare senza quel suo dolce pane.
Ma come può volare un aquilone
se manca il vento?
No… non dire “Basta il tempo”.
No, non serve a niente il tempo!
Il tempo serve solo a ricucire
due lembi di ferita…
A 20 anni il tempo lo scandiscono gli amori
e le date degli esami
e le ore di fatica
che ti separano da un letto
dove c’è lei per far l’amore,
dove c’è lei ad aspettar l’amore.
E la vita ti scappa e ti sfugge dalle mani,
non è come una gatta che ritornerà domani:
devi tenerla stretta
o ti sfugge dalle dita
e se molli è già finita!
Ci vorrebbe un restauro…
ma se ti mancano i pezzo da dove riparti,
quando hai perso le braccia e quell’anima piena
che è sparita con lei, che viveva di lei,
che è rimasta con lei, che hai perduto con lei?
E come gemme chiuse senza sole
i sogni son rimasti in un giardino;
ma quella stella era fra le viole
un sogno spento.
No… non dire: “Basta il tempo”.
Non serve a niente il tempo!
Il tempo serve solo a ricucire
due lembi di ferita!
Questa storia è di tutti! L’hai capita?
E non bastano altri amori
e cento anni di fatica
per dimenticare un letto
dove con lei c’era l’amore
dove per lei dicesti “amore”!