Alice Clarini

"Meno di zero"

Vincitore Premio della Critica

Musicultura

XXIV Ed. - 2013

Il commento di Musicultura

Una canzone dal carattere piacevolmente enigmatico, un caso di simbiosi riuscita tra parole e melodia, un’interpretazione intrigante, che senza un grammo di enfasi apre le porte dell’evocazione.

Il testo

Togli le tue scarpe sporche prima di morire
non vorrai finire
chiudi il tuo quaderno pieno prima di annegare
non vorrai pensare
quel sorriso stanco che non hai mai smesso
nelle scarpe nuove di adesso
quel sorriso stanco che non hai mai smesso
tra le pagine bianche di adesso
Credi che sian solo storie che puoi raccontare senza farti male
ma la memoria è un animale se le tiri la coda si può rivoltare
e il sorriso stanco che non hai mai smesso mangia il frutto del
tuo compromesso
il sorriso stanco che non hai mai smesso sputa il seme e riparte
dal resto
A chi m’incanta vorrei trovare
qualcosa grande da fargli male
l’oro e l’argento misti al veleno
possono tutto e meno di zero
A chi m’incanta vorrei trovare
qualcosa grande da fargli male
l’oro e l’argento misti al veleno
possono tutto e meno di zero
Tieni le tue scarpe nuove prima di partire
poi vorrai tornare
apri il tuo quaderno bianco prima di parlare
vorrai ricordare
il sorriso stanco che non hai mai smesso
da scambiare con chi chiede il resto
quel sorriso stanco che non hai mai smesso
per convincerti che è ancora presto
A chi m’incanta vorrei trovare
qualcosa grande da fargli male
l’oro e l’argento misti al veleno
possono tutto e meno di zero
Aspetterò che venga l’ora
per dire è tardi per dire ancora
aspetterò che venga l’ora
per dire è tardi per dire
A chi m’incanta vorrei trovare
qualcosa grande da fargli male
l’oro e l’argento misti al veleno
possono tutto e meno di zero
A chi m’incanta vorrei trovare
qualcosa grande da fargli male
l’oro e l’argento misti al veleno
possono tutto e meno di zero

L’esibizione allo Sferisterio