Tomaso Romani

"Preghiera messicana"

Vincitore

Premio Città di Recanati

VII Ed. - 1996

Il testo

Padre nostro che sei nei cieli, liberaci
[dal male
da questa rumba senza fiato, che fa di ogni
[lacrima un carnevale
liberaci dalla luna che ci guarda e sembra
[un ladro
dall’orizzonte alla finestra che a guardarlo
[ci sembra un quadro
Padre nostro che sei nei cieli, liberaci
[dal mistero
da tutti i fuochi d’artificio, coperti dall’ombra
[del grande sombrero
coperti dall’ombra del grande sombrero.

Padre nostro che sei nei cieli, liberaci
[dal giudizio
dal pentimento venduto a rate, e dalle
[abitudini prese per vizio
liberaci dalla noia e dal niente che rintocca
dai funghi stupefacenti e dallo stupore che
[teniamo in bocca
Padre nostro che sei nei cieli, liberaci
[dall’amore
per questa bella señorita, che si rifiuta di
[darci anche il cuore
che si rifiuta di darci anche il cuore.

Padre nostro che sei nei cieli, liberaci
[dall’attesa
dalla fatica della siesta, e dalle occasioni
[al sabor di cerveza
liberaci dal ricordo che lentamente ci
[consuma
dalla fortuna sempre degli altri e dalla sfiga
[di Montezuma
Padre nostro che sei nei cieli, liberaci
[dal peccato
dagli errori e dalle colpe, ma solo da quelle
[che abbiam confessato
ma solo da quelle che abbiam
[confessato.