Marco Maestri

"Un’altra volta"

Vincitore

Premio Città di Recanati

I Ed. - 1990

Il testo

(Maestri)

Se calasse il sipario come una vera partenza
fra treni stazioni fiori e immensi lacrimoni
con l’aria mossa dai fazzoletti sventolanti
dall’aritmia dei loro cuori infranti
Cambierebbe ad esempio assieme a tutta la scena
la mia parte di comparsa e quest’anima diversa
il mio guasto materiale ricorrente
col dovere di apparirti divertente
Se calasse il sipario che farei
qui da solo in piedi
malamente in piedi
ma forse aspetterei
forse accetterei
un’altra volta
Ma adesso sono grande e so anche girare
per le vie di una città e tornare all’ora che mi va
ripassandomi la strada nella nebbia
col sospetto che sia tutto una commedia
Anche la tua voce è dolce di donna ancora viva
che di nuovo ti uscirà quando ad un altro sembrerà
di essere il soggetto più importante
per un ruolo che è sbagliato ma vacante
Ma adesso sono grande e resterò
qui da solo in piedi
malamente in piedi
faccio quello che si può
l’importante è dire no
un’altra volta
Se potessi vedermi diciamo tra un anno
magari senza treni stazioni e senza lacrimoni
non avrei molta paura di cambiare
e forse neanche questa voglia di restare
In questa casa vuota in queste foto alle pareti
nei visi sorridenti dentro gli atti ricorrenti
con la musica dell’ultima canzone
che uscirà, per cambiare abitazione
E vorrei che tu potessi continuare
a trovarmi in piedi
malamente in piedi
come solo posso stare
a vedermi replicare
un’altra volta.