PFM a Musicultura


GIOVEDÌ 20 GIUGNO – ARENA SFERISTERIO


Un marchio e una garanzia di qualità della musica italiana e internazionale. La storica band porta al festival anche un omaggio dedicato a Faber.

La prog band italiana più conosciuta nel mondo è attesa sul palco di Musicultura giovedì 20 giugno. Il gruppo capitanato da Franz di Cioccio e Patrik Djivas, attivo dall’inizio degli anni ’70, continua a stupire e a rappresentare un punto di riferimento. Nella sua musica virtuosismo, eclettismo, cura degli arrangiamenti, improvvisazione, esuberanza scenica si fondono in uno stile distintivo. Premiata nel 2017 con la posizione n. 50 nella Royal Rock Hall Of Fame dei 100 artisti più importanti del mondo, PFM è stata insignita ai Prog Music Awards UK 2018 col riconoscimento di “Band Internazionale dell’Anno”. L’amicizia e la frequentazione tra Musicultura e PFM sono di lunga data, ma c’è una serie di ricorrenze a dare un colore speciale alla partecipazione di quest’anno ed alla performance che la band va preparando. L’edizione 2019 segna infatti il giro di boa dei 30 anni del festival, cade inoltre a 20 anni dalla scomparsa di Fabrizio De André – che fu il primo firmatario del progetto Musicultura –  e si svolge infine a 40 dalla nascita del fortunato sodalizio che vide insieme PFM e Faber in una formidabile carrellata di live in cui le canzoni del cantautore genovese trovarono una originalissima nuova veste prog-rock,, con la quale tutt’oggi sono identificate ed amate. A proposito di quell’esperienza De André ebbe a dire: «L’idea di un tour con un gruppo rock sulle prime mi spaventò  ma una parte di me mi diceva di accettare. In più ero tormentato da interrogativi sul mio ruolo, sul mio lavoro, sull’assenza di nuove motivazioni. E la PFM mi risolse il problema, dandomi una formidabile spinta verso il futuro. La tournée con loro è stata un’esperienza irripetibile perché si trattava di un gruppo affiatato con una storia importante, che ha modificato il corso della musica italiana. Ecco, un giorno hanno preso tutto questo e l’hanno messo al mio servizio.»